Stabilimenti balneari: che estate sarà? Ragusa (Sib): "Navighiamo a vista"

Il governo ha detto di essere al lavoro per capire come si potrà andare al mare. Il presidente del sindacato dei balneari Ignazio Ragusa traccia lo stato dell'arte del settore

Che estate sarà? Al momento è difficile fare previsioni e si naviga a vista a colpi di dpcm. Per Catania, che stava conoscendo un buon trend sotto il profilo turistico, sarà di certo una stagione che porterà pesanti contraccolpi per tutti gli operatori del settore, per l'indotto e per l'economia in generale.

Tema caldo delle ultime ore è la fruizione delle spiagge e dei lidi balneari, specie dopo le dichiarazioni del sottogretario del ministero dei beni culturali Lorenza Bonaccorsi che ha parlato dei lavori in corso "sugli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l’ipotesi di un distanziamento".

Una notizia che acceso un tam tam di indiscrezioni. Come saranno gli stabilimenti balneari nel 2020? In rete circolano alcune "bozze" con ombrelloni distanziati da pannelli o addirittura dei veri e propri box per ogni catanese che vuole prendere un po' di tintarella. In ogni caso il problema si pone e ancora non è stato affrontato: non si conoscono date certe e non ci sono ancora modalità definite per quella che dovrebbe essere la fase "due". Così la Plaia di Catania e le centinaia e centinaia di imprenditori attendono di capire come poter salvare una stagione ormai compressa dal virus, dalla minore capacità di acquisto delle famiglie, dal mancato arrivo di tantissimi turisti.

Ne abbiamo parlato con Ignazio Ragusa, presidente regionale Sib (sindacato balneari) Confcommercio.

Presidente di solito in questo periodo dell'anno gli stabilimenti iniziano a "scaldare i motori" per la bella stagione. Adesso com'è la situazione?

"Per gli stabilimenti molto dipende dalla grandezza per il loro allestimento. Di certo non basta aprire un cancello per essere pronti e solitamente si parte da marzo con le manutenzioni e le pulizie più approfondite, mentre 12 mesi l'anno vengono effettuate quelle di routine. Ad oggi siamo fermi perché non sappiamo quale sarà l'assetto che si intende intraprendere. Ci sono delle Regioni che si stanno organizzando e hanno dato l'ok agli stabilimenti per iniziare ad organizzarsi, come l'Emilia Romagna, mentre altre, come la Toscana, hanno proibito qualsiasi attività".

Nelle ultime ore circolano dei rendering che illustrano la "spiaggia del domani", con pannelli e box a delimitare lo spazio per i cittadini. E' plausibile?

"Si tratta di esempi non applicabili. Sarà opportuno mantenere le distanze e su quello ci atterremo e seguiremo tutte le linee guida per la sicurezza. Ma non penso ci possa essere un box in spiaggia, purtroppo in questa fase si lanciano le idee più disparate e c'è anche chi ne approfitta..."

Come sarà per voi operatori questa stagione estiva?

"La stagione è compromessa ma stiamo facendo un ragionamento che travalica l'aspetto economico. Non pensiamo di ottenere utili ma vogliamo svolgere una funzione "sociale" per garantire ai cittadini un momento di svago nella massima sicurezza e vogliamo sensibilizzare tutti a rispettare le regole. Saremo i primi a dare i giusti indirizzi di comportamento, a predisporre le strutture per evitare assembramenti e a fornire servizi anche sotto il profilo della sicurezza. Una spiaggia non controllata potrebbe essere un potenziale pericolo. Per questa ragione stiamo pensando a tutti i dispositivi di disinfezione, alle docce con acqua clorata, alla sanificazione costante dei servizi igienici".

Allo stato attuale però non sapete quando si potrà iniziare a lavorare per predisporre le strutture...

"Al momento no, stiamo aspettando perché dobbiamo capire come potremo lavorare. Innanzitutto serve capire quando poter iniziare la custodia e le manuntenzioni, programmare le assunzioni e molto altro. Non c'è chiaramente entusiasmo: partiamo con la pesante preoccupazione di una stagione in perdita ma vogliamo svolgere una funzione sociale. Ancora oggi non sappiamo quali saranno le prospettive, ma ci sono soltanto diversi scenari all'orizzonte che producono incertezza. Ad esempio il montaggio è una delle spese più ingenti ma senza conoscere le disposizioni per la fruizione delle spiagge è inutile procedere al montaggio se poi tutto potrà cambiare da un momento all'altro. Si rischierebbe di vanificare importanti investimenti, specie in questo momento non è possibile. Anche alla luce delle difficoltà di accesso al credito".

Delle istituzioni chi vi è stato più vicino?

"Senza dubbio la Regione che ha preso l'impegno di abolire il canone demaniale per il 2020. Un segnale importante che va a vantaggio di tutti gli operatori economici che lavorano sul demanio, come albergatori, campeggi e villaggi turistici. Abbiamo apprezzato questo intervento disposto dal governo regionale".

Per i lavoratori degli stabilimenti balneari cosa si profila?

"La stagione sicuramente sarà caratterizzata da un affluso consistente soltanto il sabato e la domenica alla luce del fatto che la gente non avrà ferie e della limitazione del potere di spesa delle famiglie. Per questo potremmo avere bisogno di forza lavoro in più soltanto per due giorni alla settimana e si potrebbe pensare al sistema dei voucher. Ma servono anche politiche di sostegno per i nostri collaboratori stagionali che sentiamo come la nostra famiglia e che sono poco garantiti. Quindi servirebbe abbassare il costo del lavoro e dare garanzie ai dipendenti come una cassa integrazione dedicata a fine stagione o sostegni specifici per aiutarli una volta concluso il periodo lavorativo".

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