Estorsione: scoperto complesso giro di racket cinese, tre arresti

Gli indagati, tre cinesi, pretendevano dalle vittime dell'estorsione periodiche retribuzioni, quantificate in 0,30 € per ogni collo di merce in uscita, per un guadagno stimato di circa 7 mila € mensili

Durante la notte le Forze dell’Ordine hanno tratto in arresto tre cinesi, ritenuti responsabili di estorsione aggravata in danno di loro connazionali.

L’attività trae origine da un danneggiamento compiuto con particolare efferatezza il pomeriggio del 19 novembre 2010,  quando, nella zona industriale di Catania, in Via Enzo Ferrari, alle ore 18:00 circa, ignoti lanciavano alcune bottiglie incendiarie contro i capannoni della Lisa Group S.a.s., società interessata dalla vendita di prodotti cinesi all’ingrosso, esplodendo contestualmente alcuni colpi di pistola all’indirizzo dei cancelli.

La particolare violenza del gesto, compiuto per  di più in orario diurno, ha indotto immediatamente i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa a sviluppare un’articolata attività d’indagine che ha consentito, dietro direttive della Procura della Repubblica di Catania, di individuare complessi meccanismi che regolano il mercato dell’ingrosso cinese.

In particolare, ad esito delle tradizionali attività investigative compiute sia con servizi di osservazione e pedinamento, sia con intercettazioni, i militari hanno individuato un capillare controllo del mercato attuato dai soggetti tratti in arresto i quali, in stretto contatto con organizzazioni parallele operanti sul mercato romano e pratese, pretendevano dalla ditta vittima dell’estorsione metodiche e periodiche  retribuzioni, quantificate in 0,30 € per ogni collo di merce in uscita dai depositi, per un guadagno stimato di circa 7.000€  mensili.

Gli indagati, inoltre, proprio nel periodo oggetto di indagine, discutevano addirittura della possibilità di modificare il quantum richiesto facendo pagare il pizzo non sul collo ma sulla singola scatola in uscita dai magazzini, ad un prezzo tra 0,03 e 0,08€ cadauna, moltiplicando notevolmente gli introiti rispetto ai forfettari 0,30 €richiesti per collo sino a quel momento.

La resistenza della Lisa Group S.a.S. a tale innalzamento dei prezzi avrebbe provocato la pesante ritorsione degli  arrestati che hanno compiuto l’efferato gesto del 19 novembre 2010  anche e soprattutto per affermare il loro controllo sul movimento delle merci.       

Questa la ricostruzione dei carabinieri, che hanno arrestato J.L. 33 anni, sua moglie, S.Y. 32 anni, e il fratello della donna, F.Y. 35 anni, ,  residente in pieno centro di Catania, in Via Giordano Bruno, sino ad un mese fa l'uomo era titolare di un negozio cinese ubicato nella centralissima Via Oberdan. A loro carico ha emesso un provvedimento restrittivo il Gip di Catania.

 

 

 

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