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Etna, pioggia di cenere conclusa: adesso si contano i danni

Su molti paesi etnei è caduta pioggia di cenere lavica che ha provocato la chiusura, per circa 30 minuti, dell'autostrada Catania-Messina in entrambe le direzioni, tra i caselli di Giarre e Giardini Naxos. Barbagallo del Pd chiede lo stato di calamità naturale

Terminata l'attività sull'Etna la forte emissione di cenere, accompagnata da un fenomeno intenso di fontane di lava dal nuovo cratere di Sud-Est, inizia la conta dei danni. Su molti paesi etnei, infatti, ma anche a Taormina e sulla spiaggia di Letojanni, è caduta molta pioggia di cenere lavica che ha provocato la chiusura, per circa 30 minuti, dell'autostrada Catania-Messina in entrambe le direzioni, tra i caselli di Giarre e Giardini Naxos.

Inoltre l'ennesima fase eruttiva del vulcano aveva portato alla chiusura di due spazi aerei su quattro dell'aeroporto Fontanarossa di Catania, che non hanno comunque inciso sull'operatività dello scalo.

Gli spazi aerei 1 e 2 su sono stati riaperti poco dopo la fine dell'emissione di cenere. Intanto il parlamentare regionale del Pd, Anthony Barbagallo, è intervenuto affermando che "è indispensabile che i governi nazionale e regionale intervengano immediatamente dichiarando lo stato di calamità ed attivando ogni genere di iniziativa a supporto delle popolazioni''.

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