Etna, dichiarato lo stato di calamità dopo la sollecitazione del M5s

I comuni etnei colpiti dalla eruzione di cenere vulcanica e, quindi, interessati dal provvedimento sono: Adrano, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Calatabiano, Fiumefreddo di Sicilia, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Mascali, Milo, Sant'Alfio

La giunta regionale, su proposta del direttore generale della protezione civile, ha approvato la dichiarazione di stato di calamità per i comuni etnei colpiti dalla eruzione di cenere vulcanica. Sono: Adrano, Biancavilla, Castiglione di Sicilia, Calatabiano, Fiumefreddo di Sicilia, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Mascali, Milo, Sant'Alfio, in provincia di Catania.

Lo stato di calamità era stato chiesto dal movimento 5 stelle, insieme con la sospensione del pagamento delle tasse per le imprese agricole danneggiate. 

E' stata, infatti, presentata una mozione, prima firmataria Angela Foti, che impegna il governo a dichiarare lo stato di calamità al fine di permettere il ripristino dei danni.

L'atto parlamentare impegna inoltre il governo regionale a richiedere a quello nazionale la dichiarazione contestuale dello stato di area crisi, ai sensi dell'articolo 19-bis del decreto del presidente della Repubblica del 29 settembre del 1973, numero 602, che prevede la “sospensione della riscossione per situazioni eccezionali”. Lo impegna, infine, “ad attivare in maniera tempestiva ogni iniziativa finalizzata alla quantificazione dei danni alle produzioni”.

Oltre che per le imprese, anche per i comuni  la situazione è insostenibile. Infatti, oltre allo spazzamento  oggi devono provvedere a smaltire le ceneri con costi esorbitanti.

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“Questo problema – afferma Angela Foti - doveva essere già superato. Ad aprile l'Aula aveva votato un ordine del giorno  all'unanimità per chiedere al governo di attivarsi presso il ministero dell'Ambiente su questa drammatica situazione. La zona etnea si ritrova, dunque, dopo sei mesi, in ginocchio e senza alcuna certezza”.

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