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FOTO DI SALVATORE LO GIUDICE

FOTO DI SALVATORE LO GIUDICE

Etna in attività, aeroporto operativo ma con limitazioni negli arrivi

Nuova scossa di magnitudo 2 a una profondità di appena un chilometro, nell'area tra Linguaglossa, Sant'Alfio e Milo. L'aeroporto di Catania operativo a fronte dell'Etna in attività, ma con una limitazione di cinque movimenti orari in arrivo. Nessuna limitazione in partenza

L'aeroporto di Catania operativo a fronte dell'Etna in attività, ma con una limitazione di cinque movimenti orari in arrivo. Nessuna limitazione in partenza. Lo rende noto la Sac, la Società di gestione dello scalo di Fontanarossa. 

Continua l'emissione di cenere dal cratere di Nord-Est, che forma un pennacchio diretto verso sud-est. Tuttavia queste emissioni, sottolinea l'Ingv, non sono associate ad attività stromboliana o a fontane di lava rilevabili con i sistemi di osservazione visiva e termica. Il materiale è trasportato dal vento in direzione orientale, sulla costa ionica. Al momento la magnitudo degli eventi dello sciame sismico sul versante nord-orientale dell'Etna è in forte diminuzione. Questo sciame si colloca in un quadro dinamico caratterizzato da una sensibile riduzione dell'energia del vulcano in seguito alla sottrazione di una quantita' di magma significativa.

Stamane, alle 9.14, nuova scossa di magnitudo 2 a una profondità di appena un chilometro, nell'area tra Linguaglossa, Sant'Alfio e Milo. Iera sera registrato un sisma di magnitudo 2.4 al termine di una giornata che ha fatto contare agli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia una cinquantina di fenomeni, quasi tutti lievi, nel medio-alto versante nord-orientale dell'Etna, localizzati soprattutto nella zona compresa tra Piano Provenzana e Piano Pernicana, in coincidenza con episodi di fratturazione che hanno interessato il manto stradale della Mareneve, al di sopra della quota di 1450 metri. 

Intanto, a causa della caduta della cenere lavica nella piana di Catania, è stata fermata la raccolta degli agrumi per evitare l'abrasione ai frutti mentre nella piana di Rosarno-Gioia Tauro in Calabria si chiede di avviare gli accertamenti per il riconoscimento della calamità naturale per i danni provocati alle coltivazioni. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della ripresa dell'attività eruttiva dell'Etna sull'agricoltura.

"La cenere - sottolinea la Coldiretti - sta creando due tipi di problemi in Calabria, su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione mentre gli altri già maturi presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato".

"La situazione - sostiene la Coldiretti - sta creando anche problemi di competitività agli agrumi che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio. La Coldiretti ricorda peraltro che si tratta di un evento calamitoso, non assicurabile e quindi è necessario predisporre tutti gli atti idonei, affinchè, possa essere riconosciuta la calamità". 

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