Etna, finita l'eruzione ritorna il problema della cenere nel giarrese

Rientrato l'allarme per l'ennesimo parossismo del 2014, ritorna come sempre il problema della cenere, caduta copiosamente nel territorio giarrese, già pesantemente vessato nei mesi scorsi da fenomeni analoghi. La sabbia vulcanica ha ricoperto nuovamente strade, tetti, balconi ed auto

Rientrato l'allarme per l'ennesimo parossismo del 2014, ritorna come sempre il problema della cenere, caduta copiosamente nel territorio giarrese, già pesantemente vessato nei mesi scorsi da fenomeni analoghi. La sabbia vulcanica ha ricoperto nuovamente strade, tetti, balconi ed auto, causando i consueti disagi alla circolazione stradale. Dopo alcune ore di intensa attività sommitale, cui è seguita la discesa nella valle del Bove di due bracci lavici, il parossismo è gradualmente rientrato ed attualmente la situazione sembra prossima alla normalità.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, comunica che "il personale INGV-Osservatorio Etneo, attraverso alcune osservazioni odierne, ha evidenziato che durante il parossismo si è aperta una frattura eruttiva sul fianco meridionale del vecchio cono del cratere di Sud Est, dalla quale è fuoriuscita una colata lavica che ha coperto il terreno pianeggiante sotto il versante sud della Bocca Nuova, riversandosi sul ripido pendio ad ovest di Monte Frumento.

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Attualmente lungo tale fessura non si osservano fenomeni esplosivi, nè effusivi. Le lave che si sono riversate nella Valle del Bove sono uscite da una zona non lontana dalle bocche effusive di gennaio-aprile 2014, formando almeno tre bracci maggiori, che hanno seguito percorsi simili a quelli delle lave di metà agosto 2014, i più settentrionali verso Monte Simone. Due o tre di questi bracci si sono espansi verso il fondo della Valle, ben oltre il pendio della parete occidentale. Nella mattina di oggi sono stati osservati piccoli eventi esplosivi con emissione di cenere che si disperdeva immediatamente"

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