Etna, il vulcanologo: "Non si esclude apertura di bocche a quote minori"

"Non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove", ha detto il direttore dell'Ingv catanese

foto Tom Pfeiffer, 2001 / www.volcanodiscovery.com

Dopo l'evento sismico di questa notte, l'allarme 'terremoto' non si placa a Catania dove Eugenio Priviera, direttore dell'Ingv, l'istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia, ha parlato di possibili nuove bocche che potrebbero aprirsi anche a quote più basse. "Non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove".

"Se ci riuscirà, non lo sappiamo. Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona. La forte sismicità non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà. Il terremoto è un evento singolo". "La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa”.

Anche Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi: "L'Italia si conferma ancora una volta un territorio particolarmente vulnerabile a tutti i georischi, in questo caso con un combinato del rischio sismico e vulcanico, evidenziando ancora una volta che non bisogna abbassare la guardia e perseguire una necessaria prevenzione anche attraverso pianificazioni a lungo termine". 

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