Bus regionali, la denuncia del M5S: "Etna Trasporti costa 10 milioni"

La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo rende note le cifre sborsate dalla Regione Siciliana

Foto Flickr

“La Regione Siciliana sborsa oltre 150 milioni di euro all’anno per il servizio di trasporto pubblico locale, affidato in maniera provvisoria a ben 79 aziende private".A denunciarlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che, dopo varie interrogazioni e accessi agli atti, rende note le cifre sborsate dalla Regione Siciliana.

“Le cronache quotidiane - spiega Campo - riportano continui disservizi subiti da viaggiatori casuali, pendolari, studenti, lavoratori e turisti, rimasti incagliati fra le complicate maglie delle autolinee extraurbane che intersecano la Sicilia in ogni dove. Una fittissima rete di tratte che sulla carta dovrebbe rendere la nostra Isola una sorta di paradiso degli autobus e che invece, col passare dei decenni, è divenuta fonte, inesauribile, di disagi, appunto e di scollamento, addirittura fra piccoli centri viciniori e fra province confinanti. Ci sono tratte e orari che non si comprende a chi possano giovare, ci sono corse che accavallano il servizio offerto agli studenti con quello ordinario rivolto ai semplici viaggiatori. Ma soprattutto il panorama è ricco di tratte doppione, di concorrenza fra ditte che operano all’incirca sugli stessi percorsi ma in orari impercettibilmente differenti e in palese sovrapposizione con i treni”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“Molti degli autobus in servizio - sottolinea la deputata - sono vecchissimi e pericolosi strumenti di lavoro per un’intera e corposa categoria di lavoratori dipendenti. Gli autisti infatti sono loro stessi, vittime, ancor prima dei viaggiatori siciliani e dei turisti stranieri, di condizioni di lavoro massacranti e di sfacciato trattamento antisindacale. Qualche esempio di cosa pagano i siciliani per questa babele di disservizi? Una decina di ditte intrecciate fra loro riescono a incassare quasi l’80% del contributo totale che è di circa 150 milioni. A noi risulta che la Autoservizi Cuffaro s.r.l., dal 2015 al 2017, ha ricevuto 3,5 milioni di euro, la Etna Trasporti più di 10 milioni, la Segesta più di 8 milioni, la Interbus 17 milioni e mezzo, la Sais Autolinee 14 e la Sais Trasporti addirittura 18 milioni, ovvero quanto l’AST in anno. Da sottolineare inoltre - spiega ancora Campo - il fatto che Ast, al momento ha tratte meno redditizie, viene tenuta volutamente in una situazione subalterna ai privati. Sarebbe proprio il caso di comprendere - conclude la deputata - se questa ‘tempesta di contributi’ fa bene alla Sicilia o fa l’interesse solo di alcuni privati”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Musumeci: "In Sicilia 4 zone rosse, dobbiamo evitarne altre"

  • Lungomare, uomo colto da infarto si accascia e muore

  • Coronavirus, impennata dei contagi in Sicilia (+578) e 10 morti: a Catania 154 nuovi casi

  • Gestivano piazze di spaccio e furti di carburante nel Catanese, 11 arresti

  • Voleva dimagrire, muore dopo una settimana di prodotti sostitutivi: indagati due medici

  • Aumento esponenziale dei casi di Coronavirus, Randazzo è zona rossa

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CataniaToday è in caricamento