Etna, "orgoglio catanese": ecco la storia del vulcano più grande d'Europa

Diventerà "Patrimonio dell'Unesco" il vulcano etneo. Sono due le teorie che circolano tra gli esperti sulla sua nascita. Il sindaco Stancanelli annuncia che si impegnerà per valorizzare la "meraviglia catanese"

“E’ stata una decisione attesa e importante. Mi sento in dovere di esprimere il mio orgoglio di fronte a questa importante proclamazione”. Così il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, in merito al prestigioso riconoscimento che l’Etna riceverà a giugno, quando verrà proclamata “Patrimonio dell’Unesco”.

Il vulcano attivo più alto d'Europa, con la sua altezza di oltre 3.300 metri e la sua circonferenza alla base di oltre duecento chilometri, domina tutta la zona a nord della città etnea.

“Il nostro è un patrimonio inestimabile – ha aggiunto il primo cittadino, con profondo orgoglio – l’impegno di ogni buon amministratore deve essere quello di valorizzare queste risorse e renderle strumento di sviluppo della nostra economia. L’Etna, il clima, il nostro mare sono i presupposti per un turismo di qualità che deve essere un’occasione di rilancio della nostra terra.

"Alla luce di tutto questo, - conclude Stancanelli - proporremo una rivisitazione dei servizi turistici al fine di consentire una migliore fruibilità dell’Etna  per i nostri cittadini. Noi, per primi, dobbiamo conoscere i tesori di questa terra che ci appartengono e che tutti ci invidiano”.

LA STORIA DELL'ETNA.

PRIMA TEORIA. Nacque da una serie di eruzioni sottomarine che si susseguirono prima sulla costa jonica della Sicilia e si spostarono sempre più a nord, riempiendo quello che gli studiosi definiscono il ''Golfo pre-etneo'': una enorme rientranza costiera con epicentro dove sorge ora la città di Catania.

La nascita del complesso vulcanico risale, secondo gli esperti, intorno a 500mila anni fa. Alcuni isolotti, che ora sorgono davanti al centro abitato di Acitrezza, nella immediata periferia di Catania, sono residui e testimonianza della primordiale eruzione. Le successive eruzioni contribuirono a formare una montagna vulcanica che i geologi ora chiamano ''Trifoglietto''.

L'attivita' eruttiva, in epoca imprecisata, proseguì leggermente più a nord formando l'attuale massiccio vulcanico. L'altezza della grande montagna è variabile, a causa delle eruzioni ed esplosioni di materiale vulcanico che sono originate dal cratere centrale, ma abbastanza spesso avvengono sui fianchi del vulcano, mettendo a volte in pericolo i centri abitati che si inerpicano sul monte fino ad un'altitudine di circa ottocento metri.

SECONDA TEORIA. Per la moderna vulcanologia, l'Etna - secondo la ''Teoria delle placche'' - deriva dalla pressione verso settentrione della ''zolla africana'' contro la ''zolla europea''.

La citta' di Catania, nei secoli, è stata più volte danneggiata da eruzioni vulcaniche: la piu' devastante avvenne nel 1669. L'ambiente naturale che caratterizza la parte elevata del grande vulcano costituisce ora il ''Parco dell'Etna'', istituito dalla Regione Siciliana con una legge del 1987.

La gestione è affidata all'Ente Parco dell'Etna. Nel territorio del comune di Sant'Alfio, si innalza imponente un albero, il ''Castagno dei cento cavalli'', così chiamato perchè, secondo un racconto tradizionale, alcuni secoli addietro, durante una tempesta, diede riparo sotto i suoi rami a cento cavalieri.

Addirittura, durante il Regno borbonico delle Due Sicilie, la magnificenza dell'albero diede origine ad un atto governativo di ''tutela pubblica'' che, con la sua data del 21 agosto 1745, viene annoverato tra i primi interventi in Europa a tutela dell'ambiente.

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