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Ex assessore Girlando rinviato a giudizio per tentata concussione aggravata

La prima udienza del processo è stata fissata per il 6 dicembre, il Gup ha disposto la presenza del Comune come responsabile civile. Le opposizioni commentano: "Condanna politica già emessa"

Oggi il Gup di Catania Simona Ragazzi ha rinviato a giudizio l’ex assessore al Bilancio del Comune di Catania, Giuseppe Girlando, per tentata concussione aggravata.  L’inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal dal sostituto Fabio Regolo, è nata dopo la denuncia di Chirieleson, rappresentante della Simei che aveva in corso una transazione con il Comune per circa 4 milioni di euro e che, secondo l’accusa, avrebbe subito la minaccia di "promettere la propria indebita intercessione nei confronti" di un consigliere dell’opposizione per "non fargli ostacolare l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di Giunta su Sostare", avanzata dall’allora assessore Girlando. L’evento non si sarebbe verificato per "la resistenza della persona offesa" che avrebbe subito "un danno patrimoniale di rilevante gravità consistito nell’ammontare della transazione non stipulata".

Matteo Iannitti di Catania Bene Comune ha commentato a caldo ai microfoni di Cataniatoday: "Sarà la magistratura adesso a valutare le implicazioni penali dei comportamenti dell'amministrazione comunale circa la gestione dei pagamenti ad aziende come strumento di ricatto politico. La condanna politica - continua Iannitti - dell'operato della Giunta Bianco e dei vertici degli uffici è già stata emessa: è stata vergognosa e gravissima la condotta dell'ex assessore Girlando. Avevamo chiesto al Comune di Catania di costituirsi parte civile contro Girlando, così come obbliga lo Statuto comunale per casi come questo. Salutiamo pertanto con soddisfazione - conclude Iannitti - la scelta di procedere alla richiesta di costituzione di parte civile del Comune".

Duro anche il commento rilasciato a Cataniatoday dal consigliere Manlio Messina: "Si delinea ciò che già sappiamo da tempo. Come detto sempre, a prescindere dal reato,  sarà un tribunale a decidere se vi sia è di quale entità, il dato morale è chiaro. Questa DisAmministrazione tenta sempre ed in tutti i modi di zittire chi dissente. Il primo che dovrebbe dimettersi è proprio il Sindaco Bianco, che in maniera indegna continua a difendere l'operato del suo Assessore nonché braccio destro". Da Palazzo degli Elefanti intanto non commentano la notizia.

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