Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Ex Ospedale Santa Marta, il Sunia lancia l’ipotesi di edilizia sociale

“Il Comune non perda l’occasione del Bando MIT in scadenza”. Milazzo: “C’è perplessità sulla scarsa chiarezza del percorso”

Tra le proposte che nel dibattito sulla riqualificazione dell’ ex Ospedale Santa Marta, stanno prendendo corpo, manca quasi del tutto l’ edilizia sociale. Il Sunia di Catania ha già chiesto un confronto sull’argomento all’amministrazione comunale, “ritenendo che anche a Catania vada seguito l’esempio di altre città italiane ed europee che hanno ripopolato e rivitalizzato i centri urbani desertificati inserendo quote di edilizia sociale, spesso nei contenitori pubblici dismessi”. Per Catania potrebbe essere l’occasione per partecipare al bando di prossima scadenza del Mit finanziato con 854 milioni di euro per il “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare”. Spiega la segretaria del Sunia Giusi Milazzo: “Non si può parlare di rigenerazione di quell’area, strategica, senza considerare che vi insistono gli edifici degli ex ospedali “Vittorio Emanuele” e “Santo Bambino”. La progettazione di interventi sulla città e di rifunzionalizzazione dei grandi contenitori dismessi, deve basarsi sui bisogni della popolazione e sul fatto che la chiusura dei nosocomi ha comportato, in tempi brevissimi, lo spopolamento di una zona che si è marginalizzata”. Per il Sunia l’idea di realizzare edilizia popolare solo nelle periferie già dense di edifici residenziali pubblici, è sbagliata. Ricostituire invece comunità nei quartieri, potrebbe ridare nuovo senso in questi anni di Pandemia. Conclude Giusi Milazzo: “Solo grazie all’iniziativa di 50 donne e uomini tra tecnici, intellettuali e cittadini che hanno sottoscritto una lettera aperta, i cittadini sono venuti a conoscenza che la Regione avesse deciso di intervenire su uno dei tanti ospedali dismessi. E tutto questo, senza che l’intervento fosse previsto negli strumenti pianificatori e senza che fosse stato avviato alcun confronto con la collettività. A seguito della lettera è scaturito un dibattito interessante e sembra che l’Amministrazione comunale, seppur tardivamente, abbia colto l’esigenza del confronto in città. Qualche perplessità la desta la scarsa chiarezza del percorso: Il Comune annuncia un incontro per mercoledì pomeriggio ma non lascia trasparire né le sue reali intenzioni né le modalità con cui si vuole procedere, nè chi siano i soggetti invitati a partecipare”.

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