Fai di Primavera, tutte le iniziative culturali a Catania

Le iniziative nella città etnea sono in programma sabato 23 e domenica 24 marzo, a partire dalle 9.30

Undici i beni culturali che sabato 23 e domenica 24 marzo saranno aperti al pubblico. Un percorso a ritroso nel tempo, che parte dai luoghi della street art contemporanea per arrivare alle bellezze barocche degli antichi quartieri popolari. Si comincia dal Porto di Catania, da una posizione privilegiata per ammirare le opere dipinte sui silos e il più grande murales del mondo, “L’uomo che guarda il mare” di Vhils. Da qui, muniti di biglietto Amt, sarà possibile salire a bordo del bus “Librino Express” che porterà i visitatori in Viale Moncada per conoscere il maestoso Murales di Blu.

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Ritornando al centro storico, in via Plebiscito verranno aperte le porte della Ex Rimessa Amt, un luogo trasformato dai writers che con le loro opere hanno ridisegnato spazi altrimenti destinati all’abbandono. L’arte contemporanea farà ancora mostra di sé nel complesso postindustriale della Fondazione Brodbeck, nel cuore di San Cristoforo, dove seimila metri quadrati accolgono creatività e culture locali e internazionali; ci si sposta poi in uno dei “luoghi del cuore” per cittadini e turisti, la Porta Garibaldi, a cui gli studenti partecipanti si ispireranno per creare un’opera di street art. Proseguendo in direzione del Duomo, il percorso Fai fa tappa nella Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto e nella dimora storica di Palazzo Asmundo di Gisira, recuperato grazie a un accurato e lungimirante restauro in chiave artistica e contemporanea, e oggi fruibile come struttura ricettiva. Passato e presente s’incontrano anche sotto la volta bizantina della Cappella Bonajuto, oggi preceduta dal murales di Gomez “L’Angelo”. Dal quartiere della Civita a quello di San Berillo, caratterizzato dai suoi vicoli colorati e dove si trova la dimora storica di Palazzo De Gaetani. Sarà fruibile dal pubblico anche il Bastione degli Infetti, per documentare l’impegno del Fai a favore del suo recupero. Infine, la Chiesa di San Benedetto, indimenticabile scenografia di “Storia di una capinera” per la trasposizione cinematografica di Franco Zaffirelli, il cui ingresso è riservato ai soci Fai.

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