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La "truffa dei falsi braccianti" per finanziare le famiglie dei carcerati del clan Santangelo | Video

Pietro Lazzaro,Vito Di Stefano ed Angelo Tomaselli sono i tre esponenti del clan "Santangelo–Taccuni" - articolazione adranita della famiglia "Santapaola-Ercolano" - che gestivano da parecchio tempo una truffa all'Inps

Grazie alle confessioni di alcuni pentiti ed alle intercettazioni degli investigatori della squadra mobile, è stato possibile far luce sull'articolato sistema di truffa al sistema previdenziale, che coinvolte un'ottantina di falsi braccianti agricoli ed ha sottratto allo Stato 300-400mila euro. Una rete di "procacciatori" aveva il compito di individuare gli operai da assumere in maniera fittizia. Ad un certo numero di mesi lavorati, corrispondeva infatti l'erogazione del sussidio di disoccupazione, stimato in 50-60 euro al giorno. Di questa cifra, solo un terzo arrivava nelle tasche dei diretti interessati, mentre il resto era incassato dai componenti dell'organizzazione che a sua volta provvedeva ad erogare un sostentamento alle famiglie dei carcerati interni al clan Santangelo. Un meccanismo ben rodato negli anni, tanto che, in una intercettazione, gli inquirenti ascoltano Pietro Lazzaro vantarsi di aver "costruito un impero ad Adrano", con questo sistema di frode.

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