LETTORI. Le famiglie dei bambini scolarizzati disabili chiedono aiuto a Bianco

Angela Rendo, referente regione Sicilia - Coordinamento Nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi: "Gentile Sindaco, Le scrivo questa lettera per metterla a conoscenza dei problemi che stanno vivendo le famiglie dei bambini disabili, tra questi bambini c'è anche il mio"

"Gentile Sindaco Bianco, Le scrivo questa lettera per metterla a conoscenza dei problemi che in questo momento stanno vivendo le famiglie dei bambini scolarizzati disabili, tra questi bambini c'è anche il mio". Comincia così la lettera scritta da Angela Rendo, referente regione Sicilia - Coordinamento Nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi.

"Ci ritroviamo al 10 Ottobre 2013 ed ancora la figura che si occupa del servizio d'assistenza igienico personale, in molte scuole non è presente. Questo comporta tantissimi disagi per i ragazzini con disabilità e per le loro famiglie, che molto spesso sono costretti a non poter mandare i propri figli a scuola per la mancanza di questa figura. Ai sensi della legge 104/92 art. 13 Il suddetto obbligo è stato ribadito dalla legge regionale n° 15 del 5/11/2004, che, all’art. 22, stabilisce che 'l’assistenza igienico-personale e gli altri servizi specialistici volti a favorire l’integrazione nella scuola dei soggetti con handicap grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n° 104' sono di competenza degli Enti Locali. Quindi, da parte del comune, si dovrebbe garantire, ai soggetti disabili, l’integrazione scolastica, ma come è possibile se questa figura fondamentale, non è presente? Un bambino o un ragazzo con disabilità, che ha necessità particolari per andare in bagno, per mangiare e svolgere tutte quelle funzioni che permettono di avere pari opportunità come gli altri alunni, trova grandi difficoltà non solo per essere integrato ma anche per frequentare giornalmente la scuola".

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"L’attività dell’operatore sanitario a scuola - si legge nella lettera - per i soggetti disabili è indispensabile, in quanto questa figura:
- Assiste ed aiuta nelle attività quotidiane di igiene personale.
- Supporta nell'organizzazione della vita quotidiana.
- Realizza attività semplici di aiuto alle attività infermieristiche e tecnico-sanitarie.
- Ascolta, osserva e comunica con la persona e la sua famiglia.
- Collabora nella rilevazione dei bisogni e delle condizioni che possono danneggiare ulteriormente la persona in difficoltà.
Per tutti questi motivi elencati e per le difficoltà riscontrate dalle famiglie dei disabili catanesi, Le chiedo di adoperarsi, garantendo questa figura nelle scuole, di cui le famiglie ed i disabili hanno pieno diritto".

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