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Femminicidio, nel 2012 sono 202 le donne che hanno chiesto aiuto

Secondo il centro anti-violenzaThamaia onlus, che opera a Catania, il 90-95 per cento delle donne vittime di violenza domestica ha incontrato il proprio carnefice dentro casa: nel 70-80 per cento dei casi, infatti, si tratta di mariti, conviventi e fidanzati, mentre per le restanti volte di ex

Nonostante i fatti di cronaca ci abbiano "abituato" a notizie e numeri raccapriccianti in materia di violenza sulle donne, il rapporto Eures-Ansa parla di "minimo storico" degli ultimi quarant'anni per quanto riguarda gli omicidi, in generale, in Italia.

A voler leggere meglio il dato, c'è stato un calo di uccisioni rispetto al passato: - 67,8 % rispetto al 1990 quando erano state 1633. Nel 2012, "solo" 526 omicidi ( di cui il 30 % delle vittime sono donne). E, come dichiarato dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, la tendenza sembra essersi consolidata anche per il 2013: nei primi sei mesi, infatti, sarebbero 226 i delitti finora compiuti.

In questo scenario, proprio il Meridione si conferma l'area più a rischio. Il dato però più allarmante, in Sicilia, è quello relativo al femminicidio: sei donne uccise nei primi cinque mesi del 2013, quattordici nel 2012 e centoundici tra il 2000 e il 2011.

A Catania e Misterbianco, solo ieri, due sono stati gli arresti per tentato omicidio, stalking e lesioni. Vittime, due donne. In entrambi i casi, l'età dei soggetti coinvolti è al di sotto dei 30 anni e entrambe le vittime non possono sentirsi al sicuro dato che i due carnefici si trovano agli arresti domiciliari e, quindi, continuano ad essere pericolosi.

Due esempi di una problematica che, nella provincia etnea, continua a "produrre" vittime. Secondo il centro anti-violenzaThamaia onlus, che opera a Catania, il 90-95 per cento delle donne vittime di violenza domestica ha incontrato il proprio carnefice dentro casa: nel 70-80 per cento dei casi, infatti, si tratta di mariti, conviventi e fidanzati, mentre per le restanti volte di ex.

Il presidente dell'Associazione, Loredana Piazza, dichiara: "Non si esce dalla violenza con le parole 'adesso basta', ma attraverso un percorso lungo, faticoso e travagliato. Non si smette di avere paura, ma si può controllare e gestire la paura grazie alla consapevolezza di non essere sole".

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