Femminicidio Giordana, il Pm chiede l'ergastolo per Luca Priolo

Il 27enne Luca Priolo il 6 ottobre 2015 ha ucciso a Nicolosi con 48 coltellate la madre di sua figlia, Giordana Di Stefano a poche ore dalla prima udienza per stalking nei suoi confronti

Chiesto l'ergastolo dal Pm Alessandro Sorrentino per il 27enne Luca Priolo che il 6 ottobre 2015 ha ucciso a Nicolosi con 48 coltellate la sua ex fidanzata, Giordana Di Stefano, di 20 anni, dalla quale aveva avuto una bambina di 4 anni. 

Nel processo a Catania che sta giudicando l'imputato con rito abbreviato sono parti civili i genitori, la sorella e la figlia di Giordana Di Stefano, che ha perso il cognome del padre per assumere quello della madre, assistiti dall'avvocato Ignazio Danzuso, e il centro antiviolenza 'Galatea', con l'avvocato Mirella Viscuso. All'inizio la procura aveva chiesto per l'imputato il giudizio immediato inviando gli atti alla Corte d'Assise. Da qui la decisione dei legali di Priolo del rito alternativo  dinanzi al giudice dell'udienza preliminare.Le indagini sono state coordinate dai procuratori aggiunto Michelangelo Patanè e Marisa Scavo e dal sostituto Alessandro Sorrentino.

Dopo l'omicidio Luca Priolo aveva tentato la fuga riuscendo ad arrivare a Milano, dove è stato intercettato e arrestato dai carabinieri, proprio alla stazione ferroviaria, qualche istante prima di salire su un treno diretto in Svizzera. Il 27enne ha sempre sostenuto di "aver perso la testa" e aver ucciso la ex senza premeditazione, perché Giordana non voleva revocare la denuncia per stalking nei suoi confronti. Proprio all'indomani del delitto si sarebbe dovuta tenere la prima udienza per la richiesta di rinvio a giudizio davanti al Gip di Catania.

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Secondo i periti che hanno analizzato il profilo psicologico dell'assassino Luca Priolo è "capace di intendere e di volere" e "non si ravvisano elementi di piscopatologia che possono avere scemato la sua capacità di intendere o di volere, né prima, né durante, né dopo l'evento delittuoso". In lui, inoltre, "si sarebbe attivata una rabbia narcisistica" per "eliminare l'oggetto che osava minacciarlo e che l'aveva umiliato nella sua immagine di uomo". 

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