Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Ferrovie, fino al venerdì il referendum sull'accordo del 20 luglio

A Catania, si vota nel seggio fisso della Stazione centrale, al Binario1, nella sede sindacale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

È in corso da oggi fino al 3 agosto il referendum per validare le ipotesi di accordo del 20 luglio sul contratto collettivo mobilità area attività ferroviaria. Il referendum è stato indetto dalle segreterie nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast Ferrovie. Oltre che sul rinnovo del Ccnl, i dipendenti FS sono chiamati a validare anche il rinnovo del contratto aziendale.

A Catania, si vota nel seggio fisso della Stazione centrale, al Binario1, nella sede sindacale. Due seggi mobili, uno da Bicocca fino a Caltagirone e l’altro fino a Giarre/Alcantara, permetteranno di esprimersi anche al personale d’esercizio tronchi e zone. Per votare c'è tempo fino alle 14 del 3 agosto. Nel territorio etneo, il referendum coinvolge 600 lavoratori dell'area ferroviaria.

Il contratto sottoposto a referendum dei lavoratori costituisce un importante punto di riferimento nel contesto dei trasporti, soprattutto se si considera la gravissima crisi che attraversa il settore e mette in difficoltà aziende e lavoratori.

Il nuovo contratto è tutto giuocato su una positiva relazione tra produttività e salario, consente all'impresa di competere in modo agile sul mercato, offre ai lavoratori nuove forme di tutela e aumenti salariali attesi da molto tempo. Il modello contrattuale amplia la sfera del welfare per i lavoratori, valorizza le attività professionali, lega una cospicua parte variabile del salario a reali aumenti di produttività.

La Fit Cisl considera questo accordo con grande favore, vista la preoccupante situazione in cui versa l'intera galassia dei trasporti, e si augura che molte altre vertenze possano nei prossimi mesi trovare adeguata soluzione con una analoga architettura di quella raggiunta per mobilità/attività ferroviarie e Ferrovie dello Stato italiane: produttività, welfare, lavoro. Sarebbe un bene non solo per centinaia di migliaia di occupati nei trasporti, ma favorirebbe in modo incisivo e diretto una reale ripresa dell'economia italiana

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