Ferrovie, raddoppio Zurria-Acquicella: una galleria sotterranea vicino al Porto

Nel corso di una riunione del Comitato di attuazione e sorveglianza del Cis Messina-Catania-Palermo svoltasi a Roma, è stata accolta la proposta di realizzare, in vista del raddoppio ferroviario Zurria-Acquicella, una galleria sotterranea nella zona del Porto

Nel corso di una riunione del Comitato di attuazione e sorveglianza del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) Messina-Catania-Palermo svoltasi a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo economico è stata definitivamente accolta la proposta di realizzare, in vista del raddoppio ferroviario Zurria-Acquicella, una galleria sotterranea nella zona del Porto, attraverso le lave del 1669.
 
La decisione di scegliere questa soluzione era stata presa lo scorso 12 settembre durante una conferenza dei servizi presieduta a Catania dal sindaco Enzo Bianco.
 
Alla riunione a Roma erano presenti l’assessore all’Urbanistica del Comune di Catania Salvo Di Salvo, Vincenzo Donato, responsabile Cis del Ministero della Coesione territoriale, l’ing. Michele Del Principe, direttore per il Sud dei programmi di investimento di Rfi (Rete ferroviaria italiana), funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e, in teleconferenza da Palermo, l’assessore regionale alle Infrastrutture Nino Bartolotta.
 
“Entro il marzo del 2015 – ha spiegato l’assessore Di Salvo – Rfi dovrà presentare il progetto di fattibilità dell’opera che sarà realizzata entro il 2025 con 626 milioni di euro di fondi della legge-obiettivo Sviluppo Sicilia. Va registrata un’apertura di Rfi al progetto scelto dall’Amministrazione comunale di Catania che ci sembra di buon auspicio per realizzare nel più breve tempo possibile questa importantissima opera infrastrutturale”.
 
“Ha vinto la città – ha commentato il sindaco Bianco – che in questi mesi ha partecipato al fianco dell’Amministrazione a una battaglia civile per evitare quello che sarebbe stato un autentico scempio sia sotto il profilo ambientale sia monumentale, visto che rischiavano di essere abbattuti importanti palazzi barocchi. ”.

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