Festa delle donne e il loro diritto a una vita senza violenze

Oggi è la festa delle donne. Oggi più che mai vogliamo puntare l'attenzione su un fenomeno che "uccide" la donna nei suoi diritti e, spesso, nella vita. Parliamo di violenza

Oggi è la festa delle donne. Tra auguri e mazzi di mimose. Tra divertimenti rigorosamente al femminile e dati che "fotografano" il nuovo potere rosa, oggi più che mai vogliamo puntare l'attenzione su un fenomeno che "uccide" la donna nei suoi diritti e, spesso, nella vita.

Parliamo di violenza sulle donne e del loro bisogno di essere ascoltate. I dati continuano ad allarmare. Anche la cronaca etnea è piena di mariti, fidanzati ,padri che scagliano la loro ira contro le donne, mogli o figlie che siano.

Via Verdi: picchia la compagna e aggredisce i poliziotti, arrestato
Calci e pugni contro la compagna e, infine, l'arresto. E' quanto successo, questa settimana, in Via Verdi, alle spalle della fiera di Piazza Carlo Alberto

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. Un catanese di 42 anni che risiedeva in un paese della provincia parmense, avrebbe procurato alla moglie, originaria di un paese dell'est Europa, innumerevoli lesioni e ogni tipo di vessazione possibile dal punto di vista fisico e psicologico. Una donna Donna legata al letto e picchiata dal proprio convivente
legata al letto e malmenata a
Trecastagni
. Una lunga lista di aggressioni e violenze che non possiamo non concludere con l'uccisione di Stefania Noce da parte del fidanzato.

Lo scenario “prediletto” resta quello delle mura domestiche, in famiglia, perché come sostengono psichiatri e specialisti di vario genere, è in questi ambienti che “i freni inibitori scompaiono, in quanto la capacità di controllare le passioni funziona di meno”.

La causa è sempre quella della gelosia, del possesso. Una famiglia che uccide più della mafia. Dall’ottobre 2003 all’ottobre 2011 il Centro Thamaia di Catania ha ascoltato 1146 donne. La metà di queste donne ha tra i 36 e i 55 anni, nove su dieci sono italiane, il 43% ha una licenza di scuola media inferiore, il 36% è un’impiegata. Di tutte queste, solo il 31% ha sporto denuncia.
I dati dell’associazione etnea mettono in luce anche cause e conseguenze: il 60% delle violenze sorgono da divergenze di opinione o da motivi futili, il 15% dalla gelosia; il 41% porta a paura e difficoltà psicologiche, il 35% a conseguenze fisiche che arrivano all’aborto o a danni permanenti. Infine, nel 71% dei casi l’autore è il coniuge o il convivente, mentre nel 78% dei casi non c’è alcun problema sociale dietro la violenza.

Molte sono le associazioni etnee che seguono il fenomeno e cercano di dare aiuto alle donne vittime di sorprusi e violenze. Femminismo a Sud è un collettivo di persone sparse in giro per l'Italia e anche all'estero che si occupa di comunicazione e violenza sulle donne. Ha una community di 300 persone che discutono e segnalano argomenti da trattare e di cui occuparsi. Un progetto collaterale è Bollettino di Guerra  dove si possono trovere dati, in ordine progressivo e numerico, di femminicidi che avvengono in italia incluse le vittime bambini e uomini che vengono uccisi durante l'assassinio della donna.

“Il nostro blog - spiega M.G. che sostiene questa iniziativa, curando la nota pagina sul social network - pur non appartenendo al collettivo ha pubblicato anche recentemente un post su Stefania Noce in cui si parlava del rifiuto della preside di parlare di Stefania nella scuola che frequentò, in occasione dell'otto marzo. Sui femminicidi il punto è che le cifre aumentano in modo incredibile ogni anno di più, la situazione è gravissima, la carenza legislativa impressionante,e come se non bastasse i  media disinformano".

Per quanto riguarda, invece, gli eventi in programma, oggi alle 18.30, una fiaccolata organizzata dall’Associazione Donne in Azione partirà dall’ingresso di Villa Bellini e, attraverso via Etnea, raggiungerà piazza Università. “La nostra Associazione nasce nel 2008,siamo alla terza edizione ma contiamo di fare in modo che questo diventi un evento fisso. Vogliamo ricordare le vittime di violenza,non solo sessuale,ma anche psicologica e fisica. La cosa che preme sottolineare è che si tratta di una violenza a 360°,frutto di retaggi culturali nei quali non esiste “ceto sociale” visto che nella maggiorparte dei casi i colpevoli sono persone inimmaginabili e per questo insospettabili”, dichiara il presidente, l’avvocato Laura Ireci Sareri. “ L’uomo vede questo genere di violenza come una normale “punizione” e spesso la donna, vittima, nemmeno si rende conto che se col tempo è diventata anoressica,asociale e con problemi di inserimento è a causa di questi atti”.

L’obiettivo dell’Associazione-che si occupa di iniziative in tema di pari opportunità e di tutela delle categorie sociali “deboli”- è quello di dare una mano a queste donne affinché denuncino le violenze,e non  rispondano “con la stessa moneta”- gesti estremi quali l’assassinio dei violenti. “Nella nostra Società la donna è un apporto in più:non può bastare solo un aggiustamento tecnico-giuridico,come è stato fatto quanto alle normative inserite,ad esempio,in tema di “quote rosa” in politica,nonostante il problema rimanga irrisolto. Attraverso il nostro sito,abbiamo creato una rete che possa mettere in diretto collegamento le vittime a tutte le associazioni di settore,la questura,e i Comitati di Pari Opportunità” conclude il presidente. La fiaccolata sarà in un primo momento silenziosa, anche se poi saranno ricordate le vittime dallo scorso febbraio ad oggi.

 

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