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Fico, Bonafede e Bussetti a Catania per un protocollo con i detenuti minorenni

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha anche commentato il risultato delle elezioni in Sardegna: "Dico solo viva la democrazia... Si dà il mandato per cinque anni a chi vince le elezioni. E poi si rivedrà"

"Questa giornata a Catania io ritengo sia una pietra miliare della mia presidenza della Camera. Perché essere qui in un istituto minorile con i ragazzi e le classi che insieme possono fare un percorso di cittadinanza, di legalità, e di costituzione è fondamentale perché si intravedono tutte le risorse del nostro futuro". Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, ieri a Catania poco prima di entrare nel supercarcere di Bicocca per il protocollo con i detenuti minorenni. "Questo è un protocollo che ho firmato -ha concluso - assieme al ministro dell'istruzione e della giustizia e spero che andrà avanti anche dopo di noi. E così che analizzeremo questi risultati e se ci sarà necessità provvederemo a migliorare il protocollo".

Rispondendo poi alle domande dei giornalisti che gli chiedevano di commentare il risultato delle elezioni in Sardegna: "Dico solo viva la democrazia... Si dà il mandato per cinque anni a chi vince le elezioni. E poi si rivedrà". Fico ha poi aggiunto: "Qui la mia preoccupazione è quella di trovare un risultato per questi ragazzi (detenuti del carcere minorile)". A chi gli ha chiesto in merito alle fibrillazioni interne al M5s il presidente della Camera ha aggiunto: "Sono felicissimo, ribadisco di essere a Catania per un progetto stupendo, quello dei detenuti...".

All'incontro presenti anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. "Questo è un evento importantissimo in cui le istituzioni dimostrano di essere compatte per garantire che le nuove generazioni abbiano una chance, una possibilità. Anche le nuove generazioni più sfortunate", ha dichiarato Bonafede. "Sono veramente orgoglioso che ci siano, oltre a me, il presidente del Camera dei deputati ed il ministro dell'Istruzione perché, davvero, dà il senso di un governo e di uno Stato compatto nel cercare di andare incontro a chi fino ad ora non ha avuto una chance, a cui dobbiamo garantire la possibilità di averla", ha concluso il ministro.

Riforma dell'esame di Stato, migranti e sbarchi e limiti e le preoccupazioni della democrazia diretta. Questi alcuni argomenti di domande che gli studenti di due istituti tecnici di Catania e gli stessi giovani detenuti hanno posto durante l'incontro. A preparare per i coetanei delle scuole un pranzo e uno spettacolo teatrale sono stati i giovani ospiti del carcere. Fuori dal carcere, però uno striscione: "Via Bussetti da Catania#impegnati di più". E' stato lo slogan di un gruppetto di giovani studenti che, tenuti a distanza dalla Polizia, hanno manifestato davanti all'entrata del carcere minorile di Catania.

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