Fillea Cgil CT: Pistorio rieletto segretario generale degli edili

Il congresso degli edili, al quale hanno partecipato Graziano Gorla segretario nazionale e Francesco Tarantino segretario generale regionale della Fillea, ha chiuso sabato il ciclo delle assise di categoria Cgil

Il congresso degli edili, al quale hanno partecipato Graziano Gorla segretario nazionale e Francesco Tarantino segretario generale regionale della Fillea, ha chiuso sabato il ciclo delle assise di categoria Cgil e la relazione di Pistorio ha fatto il punto sullo stato di salute di un settore complesso.

“I nostri sono stati anni difficili determinati da una crisi delle attività nel settore edile che continua, ancora oggi, a fare segnare un continuo decremento dei parametri di riferimento relativi all’occupazione e al monte salari dichiarato, rilevati attraverso la Cassa Edile di Catania”, ha commentato il segretario generale della Fillea catanese. Nel periodo che va dal 2008 al 2017, infatti, la massa salariale dichiarata dalle imprese alla Cassa Edile catanese è passata da € 173.145.000 (2008) a €72.700.000 (2017) – 58%; nello stesso periodo il numero degli occupati è passato da 21.300 addetti a 9.495 addetti – 55,4%. Più del 60% dei lavoratori attualmente in attività, rilevato attraverso i nostri strumenti, risulta essere occupato nei lavori di edilizia privata, il lavoro pubblico nel nostro territorio è purtroppo da anni pressoché fermo. Per quanto riguarda il numero delle impese edili (tra le quali circa una decina cinta, attualmente, più di 15 dipendenti), si è passati nello stesso arco temporale da 3.709 a 2.053 – 45,83%. Prosegue Pistorio, “rispetto al 2016, anno nel quale si è registrato nel numero complessivo degli occupati una inversione del trend negativo, e ci si era illusi che il settore fosse iniziato a ripartire visto che la massa salariale degli occupati risultava essere cresciuta del 5,5% sul 2015, nel 2017 si è tornati a perdere altro lavoro”.

I numeri parlano chiaro: la massa salariale dichiarata nel settore è scesa del -4,48% rispetto al 2016. Eppure, la Fillea sperava che grazie al Patto per Catania, la cui spesa prevista era pari 740 milioni euro, il trend potesse essere invertito. Attraverso il Patto si sarebbe dovuta riaprire una auspicata fase di rilancio delle attività nel territorio con un importante impatto positivo sull’area metropolitana e grazie a tale strumento si sarebbero garantiti investimenti, realizzazioni infrastrutturali e nuovi servizi per il cittadino con ampie ricadute economico-sociali.

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“Se l’intero progetto del Patto per Catania fosse partito, il numero degli occupati in questi cantieri, secondo i dati generati attraverso le tabelle di calcolo dell’incidenza per tipologia realizzativa, sarebbe stato di 1.000/1.250 addetti. Le stesse considerazioni, al netto degli impegni di spesa previsti, riguardano gli effetti determinati grazie alla messa in cantiere delle opere che sarebbero dovute partire grazie al Patto per la Sicilia. Ed invece sia per quanto riguarda il Patto per Catania sia per il Patto per la Sicilia siamo, al netto di qualche modesto intervento, pressoché al punto di partenza e non sono state avviati tutti quei lavori che sarebbero stati utili al depotenziamento dei tanti rischi connessi alla fragilità e alla vulnerabilità del territorio”, ha concluso Pistorio . Gli edili catanesi aveva puntato anche sull’immediato avvio dei lavori per la costruzione del tratto autostradale Catania Ragusa il cui iter procedurale del via libera al progetto esecutivo è stato, però, a dir poco tormentato. Soltanto pochi mesi fa, infatti, la Commissione Lavori Pubblici ha confermato il via libera, però non sembrano ancora stati consumati tutti gli atti propedeudici e complementari all’avvio dei lavori.

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