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Proprietario di un bar truccava le slot, accusato di aver evaso 330 mila euro

Si tratta di un esercente già sanzionato dalla guardia di finanza ed è stato "pescato" nuovamente dai militari

Settimana di intensi controlli per la guardia di finanza etnea che ha impiegato 85 militari suddivisi in 40 equipaggi. Sono stati 253 i cittadini controllati e 24 gli esercizi commerciali passati al setaccio, verificando così se rispettassero le norme vigenti e fossero autorizzati all’apertura. 

Sanzionato ancora una volta il comportamento del titolare di un bar caffè di Mascali che la scorsa settimana era stato vincolato alla chiusura dell’esercizio dai finanzieri di Riposto.
I militari ripostesi, al fine di poter ispezionare gli apparecchi di gioco sottoposti a sequestro e lasciati in giudiziale custodia al titolare del bar, hanno eseguito un controllo
unitamente a personale dell’agenzia dei Monopoli di Catania, munito di strumentazione utile a calcolare il relativo prelievo erariale unico.  Dagli accertamenti è emerso che il titolare del bar, pur non violando i sigilli aveva manomesso le slot machine sequestrate, rimuovendo le schede di gioco secondarie non conformi, che erano state nascoste. La sottrazione delle schede di gioco secondarie non collegate alla rete telematica dell’Aams., oltre ad inquinare le prove, non permettevano l’accertamento delle imposte dovute all’erario in maniera analitica e pertanto si sono constatate, in via forfettaria, violazioni per una somma complessiva superiore ai 330 mila euro. Per il gioco d’azzardo, la mancata esposizione della tabella sui giochi proibiti e il danneggiamento delle cose sottoposte a sequestro il titolare dell’esercizio è stato denunciato. 

Inoltre i militari della compagnia Catania hanno sanzionato un cittadino residente nella provincia di Enna, in quanto si era spostato dal proprio comune diretto ad Acireale per futili motivi e comunque senza una comprovata necessità o giustificata motivazione. Inoltre i finanzieri  di Paternò hanno sanzionato un cittadino adranita che, senza alcun motivo, si aggirava per il paese di Biancavilla nonostante quest’ultimo fosse stato dichiarato “zona rossa” da diversi giorni.
 

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