Fondi Pac, Cisl: “Rischiamo di perdere 17 milioni di euro”

Il 14 dicembre scadono i termini per presentare i progetti e le condizioni sono stringenti. Per usufruire dei nuovi finanziamenti sono necessarie le intese tra l'Asp di Catania, i distretti socio-sanitari della provincia e le amministrazioni comunali

Seminario Cisl

C’è tempo solo fino al 14 dicembre per usufruire dei 17 milioni di euro dei fondi del Pac (Piano di Azione Coesione) destinati a Catania e provincia.

Secondo i sindacati c’è il rischio che l’intera Sicilia perda il 60 per cento degli 80 milioni di euro a essa destinati se non si accelera la programmazione. La preoccupazione è stata espressa oggi da Alfio Giulio, segretario generale della Fnp, la federazione dei pensionati della Cisl siciliana, nel corso del seminario di approfondimento sulla legge 328, fondi Pac e politiche sociali a Catania per dirigenti sindacali, organizzato dalla Cisl, dalla Fnp e dalla Funzione pubblica Cisl etnea.

La preoccupazione era già stata avanzata la settimana scorsa a Palermo dalla Cisl e dalla Fnp regionali, assieme a Cgil e Uil e le rispettive federazioni dei pensionati, durante l’incontro di informazione organizzato dal ministero dell’Interno, alla presenza tra gli altri, dell’assessore regionale Bonafede e dell’Autorità di gestione, il prefetto Silvana Riccio. Il tema all’ordine del giorno erano le linee guida del Pac Servizi di cura, per dare strumenti tecnici e informazioni ai soggetti beneficiari dei fondi e titolari della programmazione locali.

“Temiamo davvero – sottolinea Giulio - che la Sicilia perda anche questa grande occasione offerta dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali, peraltro da noi fortemente voluta, che destina somme significative alle fasce più disagiate della popolazione. E che si perda, quindi, anche la possibilità di investimenti di medio e lungo periodo di cui la nostra regione è così carente”.

Il primo stralcio dei fondi del Pac riserva alla Sicilia 38,4 milioni di euro per servizi all’infanzia e 41,6 per anziani non autosufficienti. Per Catania e provincia, sono 8,2 milioni per gli anziani e 8,7 per l’infanzia.

Si tratta di somme aggiuntive che devono essere affiancate a quelle previste dalla legge 328/2000 per l’integrazione dei servizi socio-assistenziali. Per poter usufruire dei nuovi finanziamenti previsti dal PAC, sono necessarie le intese tra l’Asp di Catania, i distretti socio-sanitari della provincia e le amministrazioni comunali. Per accedere alle risorse, i distretti devono presentare all’Autorità responsabile del programma un piano di intervento di rafforzamento dei servizi.

I timori di Giulio sono condivisi anche da Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, e da Marco Lombardo, segretario generale della Fnp Cisl di Catania. “La spesa delle somme – spiegano Giulio, Rotolo e Lombardo – è sottoposta a condizioni e vincoli stringenti. Si tratta cioè di avere un’analisi con mappatura dell’offerta di servizi già esistenti, l’utenza servita e le sue necessità, le liste di attesa, l’articolazione oraria, la sinergia tra soggetti istituzionali preposti, come i Comuni e le Aziende sanitarie provinciali che purtroppo ancora non vediamo”.

Si tratta di dare priorità a servizi aggiuntivi e innovativi rispetto a quelli previsti dalle altre fonti di spesa, come la 328, o di migliorare servizi già esistenti, ma soprattutto, occorre agire con tempestività. Una tempestività stimolata anche dal ruolo fondamentale che il sindacato deve svolgere in sede di confronto locale - come hanno sottolineato gli interventi formativi dei segretari territoriali Maurizio Attanasio (Cisl) e Germana Offerta (Fnp) - come d’altra parte prevedono le indicazioni europee recepite nelle linee guida e la stessa legge 328 nazionale. Linee guida ribadite anche dall’intervento di Giusy Delfa, dirigente dei Servizi sociali al Comune di Catania.

“Temiamo – dicono in coro alla Cisl – che le istituzioni locali, che per lo più negli anni hanno speso malamente i fondi delle politiche sociali, non riescano a cogliere l’occasione offerta dal Pac per mancanza di una responsabile visione strategica e per scelte di natura più elettoralistica che altro”.
 

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