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Fontanarossa, donna azzannata da cani randagi: Sac minimizza

Un'impiegata che lavora in aeroporto è stata accerchiata e aggredita dopo aver lasciato l'auto in uno dei parcheggi esterni. La società che gestisce l'aerostazione dichiara: "Non sono presenti in area aeroportuale branchi di randagi con caratteristiche di stanzialità"

E' allarme cani randagi a Catania. Dopo la segnalazione dell'associazione catanese #Salvaciclisti che ha denunciato l'aggressione in via Playa durante una passeggiata in bici, un altro caso si è verificato ieri.

Una donna, infatti, è stata accerchiata dai cani ed azzannata a "Fontanarossa". La donna ventisettenne  - che lavora proprio all’interno dell’aerostazione - è stata costretta a ricorrere alle cure ospedaliere dopo essere stata aggredita dai cani in prossimita dell'ingresso esterno dell'aerostazione, dove posteggia ogni giorno l'auto.

In merito all'aggresione, la Sac in una nota specifica "che non sono presenti in area aeroportuale branchi di randagi con caratteristiche di stanzialità. Il dato è confermato anche da informazioni assunte presso il posto di Polizia Locale dello scalo di Fontanarossa, che evidenziano come nell’area non vi siano gruppi di cani e che la loro casuale presenza nei pressi dello scalo è da considerarsi occasionale e, di conseguenza, assai difficile da prevedere. Ciò anche a seguito del fatto che da tre anni la Sac ha in essere un contratto, a tutt’oggi in vigore, con il Centro europeo volontari anti randagismo, i cui addetti, con frequenza bisettimanale, ma anche a chiamata, effettuano interventi di monitoraggio, controllo e prevenzione in aerea aeroportuale".

Dai dati in possesso della Sac, "risulta che negli ultimi mesi sono stati prelevati in zona sei cani, trasferiti presso l’Associazione Nova Entra, che gestisce un canile convenzionato con il Comune di Catania". Infine, Sac comunica "di avere avuto in data odierna rassicurazioni da parte dell’assessore comunale al ramo, Rosario D’Agata, di un intervento più vasto sull’area nella quale insiste l’aeroporto di Catania, volto a ridurre la possibilità di una presenza, anche solo occasionale, di randagi".

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