Fontanarossa, rimozione delle roulotte nel campo Rom

L'Unità Operativa di igiene pubblica dell'ASP 3 di Catania, lo scorso mese di aprile, ha notificato i risultati di un sopralluogo sul sito, rappresentando "pessime condizioni igienico-sanitarie"

Dalle ore di 7.00 di stamani, operai della Direzione Manutenzioni e dell’Ecologia del Comune, assistiti dagli agenti della Polizia Municipale, hanno iniziato i lavori coi mezzi meccanici, per la rimozione delle roulotte e la contestuale chiusura degli accessi al Campo Sportivo di Fontanarossa, interventi di ripristino che si concluderanno entro due giorni.

Come si ricorderà, in conformità alle linee guida dell’ONU e alle indicazioni dell’UNAR, in occasione dello sgombero eseguito un anno addietro su ordine dell’Autorità Giudiziaria dell’immobile noto come “Palazzo delle Poste” di viale Africa erano state poste in essere dal Comune e dai volontari misure di assistenza destinate a 114 persone rom di origine romena. In particolare, sulla base di un piano di assistenza realizzato insieme alla Prefettura di Catania era stato previsto:

- Assegnazione di roulotte collocate presso il “Campo sportivo Fontanarossa”, e riattivazione in esso dei servizi di cucina, bagni, docce e magazzini, con sottoscrizione da parte di ogni nucleo familiare di un regolamento in lingua rumena;

- Attività quotidiana di accompagnamento realizzata da associazioni di Volontariato a titolo gratuito facenti parte del “Presidio leggero”, coordinato dalla Direzione Famiglia e Politiche Sociali del Comune. Nello specifico si è provveduto alla vaccinazione dei bambini, alla mediazione linguistica e sociale, all’accompagnamento all’ambulatorio pediatrico e all’inserimento scolastico dei minori presso l’Istituto Comprensivo Fontanarossa;

- Incontri con gli insediati per realizzare con i loro rappresentanti una condivisa gestione del luogo, azione rivelatasi inefficace per la costante conflittualità esistente tra i vari gruppi di rom.

- Interventi della Polizia Municipale, tra i quali la notifica dell’avviso di scadenza dei termini di accoglienza nonché quelli per contrastare il sovrappopolamento dell’area per i continui ingressi di interi nuclei familiari provenienti da altri insediamenti e i fenomeni di illegalità.

Tuttavia, nonostante l’imponente attività svolta, l’Unità Operativa di igiene pubblica dell’ASP 3 di Catania, lo scorso mese di aprile ha notificato i risultati di un sopralluogo sul sito, rappresentando “pessime condizioni igienico-sanitarie”. Dalle settimane successive, al fine di favorire l’abbandono del Campo sportivo dei nuclei familiari ed evitare quello forzato dei nuclei insediati, nell’ambito delle attività del “Presidio leggero” sono state avviate quotidiane iniziative, volte a sostenere economicamente le spese di trasporto per i nuclei che avessero voluto rientrare nelle province rumene di provenienza; orientare i soggetti volontari alle agenzie istituzionali per l’avvio di progetti di auto imprenditorialità o di percorsi finalizzati all’inserimento lavorativo; Specifiche azioni di rete per la tutela dei minori; misure di sostegno al canone di locazione. Sulla base di questo piano che ha impegnato per diversi mesi le unità, con la necessaria gradualità che la delicata circostanza umanitaria ha richiesto, una quarantina sono state le persone che hanno accettato il rientro in Romania; tre nuclei familiari sono stati invece accompagnati in alloggi in Città che hanno affittato a proprie spese; cinque hanno iniziato tirocini formativi presso datori di lavoro disponibili; un'altra quarantina, invece, si sono allontanati senza lasciare traccia.

“Come ogni azione di solidarietà richiede -hanno commentato congiuntamente il sindaco Raffaele Stancanelli e l'assessore alla solidarietà Sociale Carlo Pennisi- annunciamo la conclusione di un percorso di assistenza iniziato con lo sgombero del palazzo delle Poste. Si è riusciti ancora una volta coniugare rigore, solidarietà e rispetto delle regole agendo con rigore e serietà secondo uno stile impontato a concretezza e soprattutto rispetto delle persone. Abbiamo agito in linea alle severe norme della protezione internazionale per i rom e dei minori, tanto che in questi mesi abbiamo proposto alle varie famiglie soluzioni diverse che molti hanno accettato, dimostrando così l'intento speculativo di talune strumentalizzazioni poltiche che purtroppo abbiamo dovuto registrare anche in una vicenda prettamente umanitaria”.

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