Forestali incatenati nella sede dell'Azienda Foreste Demaniali: "Dateci garanzie"

A Catania una cinquantina di persone si sono riunite nella sede dell'assessorato nella sede dell'Azienda Foreste Demaniali incatenandosi formalmente in segno di protesta

Anche quest'anno i forestali di tutta la Sicilia tornano a incrociare le braccia chiedendo la stabilizzazione e garanzie per il lavoro dei prossimi mesi, in gran parte dedicato alla prevenzione incendi e salvaguardia dei boschi. A Catania una cinquantina di persone si sono riunite nella sede dell'assessorato nella sede dell'Azienda Foreste Demaniali incatenandosi formalmente in segno di protesta. Una iniziativa già più volte messa in atto con la stessa modalità e per la stessa identica ragione: salvaguardare il proprio posto di lavoro.

"Mentre il governo Crocetta è ancora alla ricerca dei fondi necessari per avviare i forestali siciliani - spiega Maurizio Grosso, segretario generale del Sifus - con la calura della stagione estiva il patrimonio boschivo inizia a registrare i primi significativi roghi a causa dell'intensità e dell'altezza delle erbacce che li insidiano".

Sulla questione è intervenuta anche la Cgil Sicilia. “Assimilare i forestali ai precari proponendo anche per loro l’inserimento in un bacino unico è un errore". Questo il parere del segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Salvatore Tripi, che boccia la proposta di Davide Faraone, responsabile del Pd per il welfare, di fare confluire i forestali, assieme a Pip, Lsu e altri precari in un’Agenzia regionale. “I forestali – spiega Tripi-  sono una categoria di lavoratori ben definita, a tempo indeterminato o determinato, con un proprio contratto di lavoro nazionale e uno specifico sistema pensionistico, previdenziale e assistenziale. Se si vuole rendere il sistema efficiente ed evitare sprechi – aggiunge-  le strade sono dunque altre: svilupparne la produttività e snellirlo rendendo flessibile il sistema pensionistico in uscita”.

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