Forestali sul piede di guerra, dopo il blocco stradale aspettano risposte

La commissione Bilancio all'Ars non è riuscita a dare risposte ai forestali siciliani che da troppe settimane attendono di conoscere il loro destino lavorativo. Dentro ci sono anche i 3800 operai catanesi

La commissione Bilancio all'Ars ieri non è riuscita a dare risposte ai forestali siciliani che da troppe settimane attendono di conoscere il loro destino lavorativo. Dentro ci sono anche i 3800 operai catanesi che da anni sono impegnati sul difficile fronte della tutela dei boschi e delle foreste, e dei servizi antincendio. E per questo la giornata convulsa di ieri si è conclusa con un nulla di fatto e un blocco stradale serale in segno di protesta, nelle vie che costeggiano la centralissima Piazza Stesicoro.

Il silenzio e il clima di incertezza hanno ulteriormente amareggiato i lavoratori che temono lo stop delle loro giornate lavorative e dunque degli stipendi. La giornata di lotta è andata così: sindacati e operai hanno atteso pazientemente notizie di fronte alla Prefettura a partire dalle ore 15; un orario scelto non a caso, visto che per il pomeriggio era previsto un pronunciamento, se non una vera e propria deliberazione. della commissione regionale Bilancio. Altrimenti la lotta, interrottasi dopo l'occupazione di ieri del palazzo dell' Esa per mezza giornata e un blocco stradale in via Santa Maddalena, sarebbe ripresa.

E così in effetti è stato. Alle 19 di ieri i lavoratori si sono riversati in piazza dopo un incontro con il Prefetto durato circa un'ora. Intanto, i lavori all'Ars sono stati nuovamente fissati per oggi a Mezzogiorno, ma se nonostante i tentativi dell'ultim'ora non dovessero registrarsi novità di rilievo, la lotta potrebbe spostarsi a Palermo per una manifestazione regionale. Di certo per ora c'è che gli 87 milioni di euro destinati alle foreste dell'Isola restano bloccati, e con essi anche le garanzie lavorative per i 24 mila lavoratori forestali.

I lavoratori catanesi attenderanno risposte domani mattina, a partire dalle ore 9,30, di fronte il Palazzo dell'Esa. Intanto il Cipe non definisce la delibera nonostante - grazie alla pressione di alcuni deputati ( Albanella, Ribaudo, Zappulla) - già la settimana scorsa il pre Cipe abbia definito l' iter. "Giunti a questo punto, così intollerabile e ingarbugliato, la politica siciliana deve assumersi responsabilità e trovare la soluzione a questo pasticcio burocratico politico ed amministrativo; lo abbiamo detto più volte in questi giorni e lo ripetiamo- dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Catania, Giacomo Rota, Rosaria Rotolo e Fortunato Parisi-In caso contrario, il fallimento si può ascrivere ad una intera classe politica, soprattutto al Governo nazionale che di certo non ha evitato di arrivare sino a questo punto, visto che il Cipe avrebbe dovuto riunirsi già a settembre. Siamo però certi che difendere i l forestali siciliani significhi difendere lavoro vero e utile. Il lavoro forestale non è sinonimo di assistenzialismo ".

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A fianco dei lavoratoric'erano anche due sindaci di due comuni etnei ad alta percentuale boschiva, come Randazzo (Michele Mangione) e Maniace ( Antonino Cantali). "I lavoratori sono stanchi, demoralizzati e amareggiati, eppure siamo tutti certi che esistono ancora le condizioni per salvare i contratti ed evitare i licenziamenti - spiegano i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Alfio Mannino, Pietro Di Paola e Nino Marino- Per questo non abbiamo mai abbassato il livello di attenzione neppure per un istante, per questo manifestiamo, protestiamo, blocchiamo la circolazione stradale delle nostre città, a Catania così come a Palermo. Vogliamo che i cittadini sappiano e che le istituzioni siano costrette ad ascoltarci. Ringraziamo le forze dell'Ordine, Questura e Digos per la grande sensibilità dimostrata nei nostro confronti e per l'impeccabile gestione dell'ordine pubblico, nel pieno rispetto dei ruoli".

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