Cronaca

Formazione professionale, rischiano 3000 giovani e 700 lavoratori

Secondo la Cisl se la Regione non emana i mandati di pagamento a settembre non potranno partire i corsi. I professori sono senza stipendio da 18 mesi. Richiesta l'attivazione di un tavolo tecnico per rivedere l'intero sistema

Quasi 3000 giovanissimi studenti a rischio dispersione e più di 700 lavoratori a rischio occupazione. Sono i numeri che segnano a Catania la vertenza del settore dell’Obbligo di istruzione e formazione (Oif), segmento della filiera formativa che contrasta il fenomeno della dispersione, se non partiranno a settembre i corsi.

Un vero e proprio allarme sociale lanciato nel corso dell’assemblea organizzata dalla Cisl e dalla Cisl Scuola etnee con i rappresentanti degli enti interessati.

Un allarme che è stato formalizzato in un documento che Cisl e Cisl Scuola, con le imprese della formazione rappresentate da Forma e AssoForm, hanno stilato per presentarlo agli assessori comunale e regionale all’Istruzione. Nel documento, si rivendicano tutti i problemi legati all’obbligo dell’istruzione: mettere a regime il settore; pagare gli stipendi recenti e arretrati ai lavoratori; regolare il flusso delle iscrizioni degli allievi, giovani che vivono spesso in realtà disagiate, avvicinandoli così alle necessità produttive del territorio.

Per la Cisl, erano presenti Saro Pappalardo, segretario territoriale Cisl Catania; Pippo Denaro, segretario generale Cisl Scuola Catania; Giovanni Migliore, coordinatore regionale del settore Formazione professionale Cisl Scuola Sicilia, i rappresentanti sindacali della Cisl Scuola negli enti coinvolti.

La Cisl e la Cisl Scuola di Catania ritengono che la situazione sia ormai divenuta gravissima e inaccettabile.

“La professionalità dei lavoratori coinvolti, nonostante aspettino ancora 18 mensilità – dicono Pappalardo, Denaro e Migliore – li ha portati a continuare a garantire le prestazioni lavorative per l'alto senso di responsabilità verso i giovani disagiati. Ecco perché gli enti, le istituzioni coinvolte e il sindacato hanno il dovere di riunirsi e trovare le adeguate soluzioni per garantire l'occupazione del settore e per tutelare i giovani, assicurando alle famiglie la giusta tutela nei confronti dei loro figli”.

Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl catanese si rivolge anche al sindaco Bianco. “Vogliamo fare appello alle istituzioni, a cominciare dagli enti locali, e chiediamo al primo cittadino di Catania di essere con noi, per dare una risposta forte, concreta e mirata a quella che ha già assunto i contorni di una emergenza, sia per i tanti lavoratori catanesi coinvolti, sia per i giovani interessati ai percorsi di istruzione e formazione. A Catania, sono a rischio 3000 giovanissimi, specialmente dei quartieri più disagiati, che, se non partiranno i corsi, saranno in mezzo alla strada, col rischio di diventare facile preda della tentazione all’illegalità”.

Per Migliore, “se la Regione rispettasse l'accordo del 7 giugno scorso, consentirebbe l'erogazione dei finanziamenti. Si potrebbero così chiudere i rendiconti necessari per avere lo svincolo delle fidejussioni e il recupero di ingenti risorse che gli enti avrebbero dovuto destinare a sanare i contenziosi col personale e a pagare gli stipendi arretrati”.

I rappresentanti degli enti di formazione hanno rivendicato il pagamento immediato dei mandati regionali e l’attivazione di un tavolo tecnico regionale, serio e competente, per rivedere l’intero sistema della formazione.

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