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Forum catanese Acqua Bene Comune: "Ad un anno dal Referendum"

Ad un anno dal Referendum che ha visto ben 27 milioni di italiani andare alle urne per dire no alla privatizzazione del servizio idrico molte cose sono cambiate. A fare il punto della situazione, il Forum acqua bene comune"

Ad un anno dal Referendum che ha visto ben 27 milioni di italiani andare alle urne per dire no alla privatizzazione del servizio idrico e per dire si alla partecipazione diretta alla vita democratica, molte cose sono cambiate a livello nazionale ed internazionale. A spiegarlo è il "Forum acqua bene comune" di Catania.

"Durante questo anno si è cercato di sviare i cittadini usando parole diverse come liberalizzazioni invece che privatizzazioni, tutto ciò per camuffare gli illegittimi e continui tentativi dei nostri politici di privatizzare. Ma noi del Forum acqua bene comune siamo sempre stati presenti. Abbiamo sempre fatto sentire la nostra voce. L’abbiamo fatta sentire ad una classe politica sorda nei confronti della democrazia, sorda nei confronti della volontà dei cittadini. L'intensa e prolungata iniziativa del Forum catanese, ha obbligato la Provincia ad uscire dalla SIE a cui era stata affidata la gestione del servizio idrico. Nonostante ciò e nonostante le diverse vicissitudini giudiziarie ancora alcuni comuni del calatino restano legati alla onerosa gestione della SIE spa tra l'altro, non ha restituito le reti ai municipi.

Inoltre, a Catania abbiamo realizzato una massiccia campagna di informazione sulla potabilità dell’acqua, avvalendoci dell'aiuto di tecnici competenti che ci hanno consentito di recepire tutti i dati che abbiamo richiesto e ci hanno permesso di girare un video, abbiamo fatto partire la prima fontanella condominiale della città, ed abbiamo realizzato il progetto adotta una fontanella molto partecipato dalle associazioni cittadine.

Queste iniziative servono a nostro avviso a riappropriarsi del bene più prezioso che abbiamo che a Catania ed in provincia scorre direttamente dalle falde profonde dell’Etna. Notiamo inoltre che l’ATO idrico ha pubblicato di recente un documento che alleghiamo che evidenzia come su 58 comuni ben 32 ancora gestiscono l’acqua in economia, che ci sono 4 società a totale capitale pubblico (Catania, Acireale, Paternò, ed i 16 comuni gestiti da Acoset), ci sono ben 23 società private che sono proprietarie delle fonti e 6 società che sono proprietarie di impianti e di reti. In un territorio come quello catanese in cui sono in atto speculazioni edilizie in nome di presunti posti di lavoro, chiediamo che vengano spesi i fondi comunitari per la manutenzione della rete idrica che, come è ormai noto, perde il 50% dell’acqua che viene immessa in rete con uno spreco di energia enorme. Milioni di euro che garantirebbero posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente in un territorio in cui, tra l’altro, insistono progetti di realizzare mega campi da golf che sprecherebbero migliaia e  migliaia di m3 di acqua".

 

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