Forza Nuova: “Re Giorgio, a Catania non ti vogliamo !”

Con questo slogan Forza Nuova ha manifestato il proprio dissenso nei confronti di Giorgio Napolitano che il 25 e 26 febbraio è stato a Catania per una visita ufficiale, ma dai risvolti privati e da molte tappe segrete e non pubbliche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

“Re Giorgio, a Catania non ti vogliamo !” . Con questo slogan Forza Nuova ha manifestato il proprio dissenso nei confronti di Giorgio Napolitano che il 25 e 26 febbraio è stato a Catania per una visita ufficiale, ma dai risvolti privati e da molte tappe segrete e non pubbliche.
 
La contestazione e le proteste di Forza Nuova, con l'affissione di striscioni di "benevenuto" affissi nella notte dai Militanti Forzanovisti con la scritta "Napolitano non ti vogliamo" , riguarda il fatto che giorno dopo giorno Napolitano sta rappresentando sempre meno gli italiani e sempre più i poteri forti bancari e della tecnocrazia europea, portatori di valori antinazionali ed antitradizionali.
 
“A Giorgio Napolitano, il presidente più amato dalle banche ed alto esponente da oltre 50 anni di una casta di politicanti privilegiati e parassiti, - dichiara Giuseppe Bonanno Conti (Dir. Naz. FN)- vogliamo chiedere cosa ne pensa delle decine di italiani morti suicidi a causa della crisi finanziaria che incombe sul nostro paese. Può veramente dichiarasi libero un Paese in cui le persone sono lasciate alla mercé di un sistema economico basato sull’usura di stato ?” Ed aggiunge: “Forza Nuova ritiene che un paese con oltre duemila miliardi di debito in larga parte contratto con la speculazione finanziaria straniera e derivante dal signoraggio bancario sull'euro lucrato dalla BCE, non possa di certo ritenersi libero ma sarà comunque schiavo dei propri creditori dell'eurocrazia bancaria. Contestiamo Napolitano inoltre, per aver incaricato ben tre presidenti del consiglio non eletti da nessuno al soldo dei banchieri ed esponenti delle più becere lobby mondialiste e guerrafonaie del mondo , giustificando l’adozione di misure che strangolano lavoratori, artigiani e imprenditori onesti di questo paese”.

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