Frode, corruzione e maltrattamenti nei centri per minori: 12 arresti

Era stato creato un sistema fondato sul fatto di assumere nelle varie cooperative/associazioni i parenti dei funzionari pubblici addetti al controllo del settore, creando una commistione tra controllore e controllato

La Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito di indagini collegate con la Procura di Gela - ha delegato ai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa lo scorso 4 dicembre dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di 12 persone. Sono stati sottoposti ad indagini per aver costituito una associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di vari reati contro la pubblica amministrazione, come quelli di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e di frode nelle pubbliche forniture, nonché i delitti di estorsione e di maltrattamenti; compagine delinquenziale promossa e organizzata da Biondi Pietro Marino e Iapichello Gemma. In particolare, è stato creato un sistema che, fra l’altro, si fondava sul fatto di assumere nelle varie cooperative/associazioni i parenti dei funzionari pubblici addetti al controllo del settore, creando una commistione tra controllore e controllato, circostanze dalle quali il sistema anche corruttivo traeva considerevoli vantaggi.

I nomi degli arrestati

Le indagini

Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale ed eseguite dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della sede, avviate sin dal giugno 2017, hanno permesso di acquisire concrete fonti di prova. Nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che Biondi Pietro Marino, Ventimiglia Francesca, Palumbo Giuseppe Maria, Favatella Clara, Giannone Alessandro, Foti Giuseppina e Chylewska Hatarzyna Eugenia, detta Kasia, nell’ambito di un ben determinato progetto criminale, indeterminato nel tempo e variegato nell’essenza, a vario titolo, amministravano diverse cooperative e associazioni attive nell’opera socio-assistenziale di minori extracomunitari non accompagnati, persone diversamente abili ed anziani, allo scopo di accumulare, massimizzandoli, i profitti economici che, poi, venivano reinvestiti in altre lucrose attività imprenditoriali; le illecite condotte consistevano nell’eludere metodicamente e fraudolentemente l’osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con vari enti della pubblica amministrazione, condotte che si concretizzavano, nel somministrare ai minori cibo di scarto, non garantendo loro condizioni igienico sanitarie adeguate e non fornendo la dovuta assistenza tramite personale qualificato.

Inoltre, Biondi Pietro Marino, Di Franca Natale e Duca Paolo, questi ultimi due rispettivamente dipendenti dell’INPS di Catania e Sondrio, allo scopo di ottenere illeciti profitti e/o vantaggi (consistenti per il Di Franca in ulteriori benefici per i propri congiunti dipendenti di cooperativa riconducibile al sistema “Biondi” e per il Duca di riavere assunta la moglie) compivano vari atti contrari ai propri doveri d’ufficio, come favorire e trattare con priorità le pratiche di gestione delle associazioni e/o informare Biondi e i suoi collaboratori, riguardo all’imminente esecuzione di controlli o ispezioni, nonché tralasciando di applicare le sanzioni previste per le infrazioni rilevate durante le verifiche compiute.

Maltrattamenti per gli ospiti delle cooperative

Biondi Pietro Marino, Giannone Alessandro, Palumbo Giuseppe Maria, Ventimiglia Francesca, sempre nell’ambito delle cooperative e associazioni riconducibili agli indagati, maltrattavano gli ospiti a loro affidati; maltrattamenti consistiti nell’offrire ai giovani un insufficiente abbigliamento sia estivo che invernale, nel somministrare loro pietanze solitamente insufficienti e talvolta avariate, così non garantendo la dovuta e salutare alimentazione, nel fornire posti letto con effetti letterecci infestati da pulci, tanto da indurre i giovani a dormire in terra per lunghi periodi, ciò al fine di evitare di essere bersaglio dei pericolosi parassiti. Tutte condotte aggravate dal fatto che erano compiute ai danni di soggetti in condizione di minorata difesa, sia per l’età sia per la loro condizione di stranieri.

Biondi Pietro Marino, Favatella Clara, tentavano di farsi consegnare 400,00 euro da un giovane extracomunitario loro ospite, in cambio di un contratto di lavoro presso le cooperative da loro gestite, contratto che avrebbe consentito al giovane di ottenere il permesso di soggiorno e, quindi, la possibilità di rimanere in Italia evitando, di fatto, la sicura espulsione dal territorio Italiano. Le indagini sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri attraverso un’articolata serie di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali che, supportate da diverse attività istruttorie (sommarie informazioni di persone informate sui fatti e l’acquisizione di corposa documentazione) e da una consulenza economico/finanziaria (che evidenziava in capo al sistema Biondi un considerevole patrimonio), consentivano di acquisire elementi di prova.

Per tali motivi, il Gip del Tribunale di Catania ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Biondi Pietro e Iapichello Gemma, mentre per i restanti è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Sequestro preventivo dei beni

E' stato disposto il sequestro preventivo delle seguenti cooperative e associazioni: Associazione Solidarietà 2000, Cooperativa Comunità Per Vivere Insieme, Cooperativa Onlus Pianeti Diversi, Cooperativa Progetto Vita Onlus, Cooperativa Comunità Il Quadrifoglio Onlus, Cooperativa Alba, Cooperativa Le Fata Dell’arcobaleno, Associazione Albero Della Vita che, nell’insieme, si è stimato avere una valore patrimoniale di circa 3 milioni di euro e un giro di affari di circa 20 milioni. 

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