FSI-CNI ricevuto dal Vice Prefetto dopo l'ennesima aggressione al pronto soccorso del Vittorio Emanuele

Un posto fisso di polizia al pronto soccorso del Vittorio Emanuele, al Garibaldi e al Cannizzaro. A chiederlo sono il sindacato Fsi-Cni ed il personale del pronto soccorso del Vittorio Emanuele dove, lunedì scorso, un uomo ha minacciato due infermiere con un coltello, seminando il panico tra i pazienti, oltre 15 persone, in attesa di essere soccorsi con codici gialli e verdi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Un posto fisso di polizia al pronto soccorso del Vittorio Emanuele, al Garibaldi e al Cannizzaro. A chiederlo sono il sindacato Fsi-Cni ed il personale del pronto soccorso del Vittorio Emanuele dove, lunedì scorso, un uomo ha minacciato due infermiere con un coltello, seminando il panico tra i pazienti, oltre 15 persone, in attesa di essere soccorsi con codici gialli e verdi.
Il Sindacato aveva già denunciato episodi analoghi lo scorso luglio al prefetti della Sicilia, al Questore e al direttore generale del policlinico Vittorio Emanuele di Catania. "Un posto fisso di polizia è ormai necessario – dichiara Calogero Coniglio - dopo i numerosi episodi di violenza che si sono registrati all’interno dei punti di emergenza. Negli ultimi mesi ben tre volte il personale sanitario del pronto soccorso ha rischiato aggressioni fisiche, ultimo lunedì al pronto soccorso del Vittorio Emanuele. Una situazione che ha allarmato i pazienti presenti e che dovrebbe suscitare l'attenzione anche del gruppo al consiglio comunale. Avevamo scritto anche alla Regione e al Sindaco Bianco, che hanno ignorato la problematica da noi segnalata non convocandoci. Sono state fatte 9 denunce alla Procure siciliane e due interrogazioni parlamentari a firma del Senatore Antonio Scavone e Onorevole Giuseppe Berretta. Ma nulla di fatto".
"Questa mattina siamo stati ricevuti dal vice prefetto– continua  Coniglio – la prefettura si è già attivata per iscritto chiedendo alla direzione chiarimenti in merito alle precedenti aggressioni per verificare se sono state rispettate le norme sulla sicurezza del lavoro da parte dell’azienda e al questore per i controlli del caso. Al pronto soccorso sono tutti molto preoccupati e vogliono garanzie per la loro incolumità. Così non è possibile andare avanti: quanto dobbiamo aspettare per risolvere la situazione? La direzione quali provvedimenti intende adottare? In attesa che il questore decida di inviare i poliziotti, il sindacato Fsi-cni, chiede alla direzione urgentemente di cercare intanto soluzioni alternative, rinforzando magari il servizio di vigilanza interno: due vigilantes non sono sufficienti. Uno è alla portineria e uno di ronda, significa che prima che arrivi il vigilantes che deve lasciare la portineria, con il rischio di lasciare la barra chiusa ad una ambulanza o macchina che arrivano in urgenza, il personale può subire di tutto. Nella nota inviata oggi abbiamo chiesto alla direzione di garantire maggiore sicurezza sia rafforzando il personale di vigilanza privata sia impiegando strumenti tecnici ed organizzativi in grado di concorrere ad abbassare il livello di vulnerabilità del pronto soccorso. Ci affidiamo alla sensibilità del Questore affinché si faccia portavoce nei confronti del Ministro dell'Interno per sanare questa emergenza, prima che possa accadere il peggio".
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