Fsi-Cni risponde alla Borsellino: "Imboscati negli ospedali? Si controllino i dirigenti"

Il sindacato Fsi-Cni, rappresentato dal segretario regionale Calogero Coniglio, interviene su quanto dichiarato dall' assessore regionale alla salute Lucia Borsellino lo scorso 26 gennaio 2015 al Cefpas di Caltanissetta. L'assessore, infatti, a proposito dei disservizi della Sanità in provincia, ha affermato: "Ci sono medici ed infermieri, ma sono imboscati"

Il sindacato Fsi-Cni, rappresentato dal segretario regionale Calogero Coniglio, interviene su quanto dichiarato dall' assessore regionale alla salute Lucia Borsellino lo scorso 26 gennaio 2015 al Cefpas di Caltanissetta. L'assessore, infatti, a proposito dei disservizi della Sanità in provincia, ha affermato: "Ci sono medici ed infermieri, ma sono imboscati".

"Di fronte a quanto sostenuto dalla Borsellino - commenta Coniglio - mi associo alla richiesta formulata da Salvatore Ballacchino, segretario provinciale della Fsi Caltanissetta, Federazione Sindacati Indipendenti, di procedere a verifiche territoriali per individuare coloro i quali hanno permesso nel tempo che infermieri e medici si imboscassero, con particolare attenzione agli imboscati degli uffici direzionali e sugli imboscanti".

"Adesso ci aspettiamo provvedimenti significativi dall'assessore Borsellino- continua Coniglio - per debellare il gravissimo fenomeno degli imboscamenti. Ma prima di fare ciò sarebbe opportuno valutare i Direttori Generali e i loro più stretti collaboratori quali direttori sanitari e amministrativi. Chiediamo inoltre di verificare come le direzioni sanitarie stiano utilizzando medici e infermieri in dotazione. Quanti infermieri ci sono nelle varie direzioni sanitarie? Quanti medici prestano servizio nelle direzioni sanitarie per limitazioni fisiche o altro senza chiari e precisi compiti istituzionali? Quanto tempo dedicano le varie direzioni sanitarie agli incontri con i politici del posto?".

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"Chiediamo che quei numeri che stanno circolando sulla stampa siano scritti in un documento.L 'assessorato deve denunciarli alla Corte de conti in modo da risarcire le casse pubbliche in quanto hanno provocato danno tra disservizi, assenze, costi per il personale e carichi di lavoro per chi lavora in prima linea. La Regione è brava a dare i numeri ma deve essere brava anche a denunciare e far pagare chi è colpevole. Altrimenti non cambierà mai il sistema clientelare siciliano e tutto resterà slogan come sempre. Vogliamo quindi un documento scritto con i nomi dei responsabili che devono pagare e la Regione deve avere il coraggio di denunciarli".

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