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Fsi Sicilia 118 vicina ai dipendenti Seus contro il "debito orario" e i contratti di solidarietà

La Fsi 118 Sicilia, nella persona del delegato regionale Calogero Coniglio (segretario regionale di coordinamento del Cni-Fsi), scende di nuovo in campo al fine di offrire assistenza ai dipendenti Seus e combattere un nuovo nemico: il “debito orario”

La Fsi 118 Sicilia, nella persona del delegato regionale Calogero Coniglio (segretario regionale di coordinamento del Cni-Fsi), scende di nuovo in campo al fine di offrire assistenza ai dipendenti Seus e combattere un nuovo nemico: il “debito orario”. Attraverso l’opera dei propri legali, gli avvocati Caruso Denise Maria e Sandra Guardo, difatti, si faranno valere in giudizio i diritti di tutti quei lavoratori che hanno già patìto – e che, tuttora, subiscono giornalmente e passivamente - l’incombere e il perdurare di questa nuova minaccia addebitabile “esclusivamente” alla cattiva ed inefficiente organizzazione sanitaria aziendale. Il diritto “irrinunciabile” al riposo settimanale, sancito, a chiare lettere, dalla nostra Carta Costituzione, all’art. 36, 3° comma, il quale ultimo, precisamente, recita quanto segue: “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

“Circostanza questa a dir poco inaccettabile – commenta Coniglio - in quanto non consentendosi di fatto al lavoratore il recupero delle proprie energie psico-fisiche, metterebbe inevitabilmente, in pericolo l’incolumità in prima battuta del dipendente, in seconda, del destinatario ultimo della relativa assistenza sanitaria: il cittadino. Verrà, dunque, adìta l’Autorità Giudiziaria competente al fine di ottenere il risarcimento del danno subìto, per usura psicofisica, ovvero, per la lesione del diritto alla salute o del diritto alla libera esplicazione delle attività realizzatrici della persona umana”. Ma non si arresterà alla trattazione solo di questa problematica l’assistenza legale che la Fsi 118 Sicilia intende porgere ai dipendenti Seus. Ed invero, si procederà a dar vita, altresì, a specifiche azioni stragiudiziali e giudiziarie, adendo le competenti Autorità, anche nel caso in cui l’Azienda attivasse i preannunciati contratti di solidarietà, con riduzione del salario di almeno il 10 per cento, previamente sollecitati dal Consiglio di Gestione alla Direzione Generale della Società al fine di sanare un pregresso danno erariale, nonostante la Seus appaia una Società dai bilanci sani.

Analoghe società partecipate, nello svolgimento dei servizi di assistenza socio-sanitari, ottengono l’intero rimborso dei costi, contrariamente a quanto avviene per la Seus, applicandosi, dunque, una ingiustificata disparità di trattamento proprio con riguardo alla gestione di un servizio di prima necessità per come volto alla tutela di un bene primario: la salute. Ciò che, pertanto, preme è preservare il futuro lavorativo degli operatori del servizio in questione che non sono certo responsabili dei conti in rosso nel personale degli autisti soccorritori.

“Oggi più che mai, assistiamo all’ennesimo tentativo di scaricare sui lavoratori, tutti i problemi- spiega Agatino Anastasi, autista soccorritore referente per la Seus – Si fa riferimento al costo di scelte politiche miopi e di decisioni gestionali ed aziendali errate; alle conseguenze dovute al transito dalla vecchia Società di gestione, Sise, alla nuova Seus SpA, da cui derivava un aumento dell’orario di lavoro (passaggio da part time a full time) in cambio della rinuncia a straordinari pregressi, per circa 45 milioni di euro, nonchè la dislocazione del personale nelle Asp e negli Ospedali, per servizi ausiliari (servizi, questi, che la Regione non rimborsa, limitandosi ad attenzionare, a tal fine, i soli servizi di emergenza-urgenza). Va da sé, inoltre, che un eventuale ritorno al modulo del part time comporterebbe anche la possibilità di azionare una ulteriore tipologia di contenzioso, precisamente protesa al recupero dei crediti relativi agli straordinari pregressi di cui sopra, ivi compresi gli interessi maturati negli ultimi 4 anni circa”. Questa, nella sostanza, una ulteriore battaglia che la Fsi 118 Sicilia intende condurre, a favore dei propri iscritti, proprio contro la politica degli annunci e dei proclami - sganciata dai fatti concreti – che, fin troppo notoriamente, è stata, sinora, condotta.

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