Fsi-Usae, sicurezza negli ospedali siciliani: "Bene la Procura. Al nuovo Assessore Razza chiediamo una piattaforma comune"

“L’indagine aperta sulla carenza di sicurezza nelle guardie mediche della Procura di Catania rappresenta una buona notizia sia per questa organizzazione sindacale e sia per il personale sanitario degli ospedali siciliani”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

“L’indagine aperta sulla carenza di sicurezza nelle guardie mediche della Procura di Catania rappresenta una buona notizia sia per questa organizzazione sindacale e sia per il personale sanitario degli ospedali siciliani”. Così Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente ala confederazione Unione Sindacati Autonomi Indipendenti sul provvedimento adottato di interrogare manager e dirigenti.
 
Dal 2012 ad oggi, 56 aggressioni a infermieri e medici sono state denunciate dalla Fsi- Usae: un dossier lunghissimo di violenza, con forte impatto negativo psicologico sui lavoratori, che hanno provocato e provocano effetti negativi sulla loro salute.
 
"Siamo soddisfatti perchè, dopo tutte le nostre denunce pubbliche- è stato presentato il disegno di legge n. 2909 'Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica', su iniziativa del Senatore Antonio Scavone e da altri 16 senatori che hanno attenzionato il crescente aumento del fenomeno delle aggressioni a carico del personale sanitario negli ospedali su tutto il territorio nazionale, e in Sicilia dalle numerose e celeri iniziative di protesta del nostro sindacato, che ha denunciato più volte a Procure, Questure, Prefetture, Assessorato regionale della Salute e a Sindaci, la mancanza di sicurezza del personale sanitario nelle strutture sanitarie siciliane".
 
"Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni, di buon auspicio, del neo Assessore regionale alla Salute Razza, e continueremo a chiedere anche a lui azioni concrete, interventi strutturali nei pronto soccorso, nelle guardie mediche ed in tutte le aeree ospedaliere, dotandole di sistemi di allerta con le forze dell’ordine, di videosorveglianza, illuminazione, allarme sonoro, porte anti-sfondamento, grate alle finestre, videocitofoni. In molti ospedali siciliani non sono rispettati gli standard minimi per la sicurezza. Ci auguriamo che questo fascicolo – dichiara Coniglio – possa rappresentare davvero una nuova pagina per il potenziamento della sicurezza di medici, infermieri, il personale sanitario, pazienti e cittadini. È ora che la Regione dica davvero basta a vecchi impianti di sorveglianza obsoleti e investa su moderni sistemi di sicurezza per tutelare l’incolumità del personale e le stesse strutture ospedaliere a volte in mano ai vandali. Continueremo ad essere vigili, per le competenze del sindacato, nella regione Sicilia: non possiamo tollerare che il personale sanitario, continui ad essere aggredito perdendone la dignità della persona umana".

"Restiamo in attesa di tutte le verifiche tecniche che i Magistrati hanno disposto, siamo certi, saranno veloci – afferma il segretario -. Questo per garantire, il giusto diritto a del lavoratore per lavorare con serenità ed giusto diritto del cittadino a vedersi erogata assistenza sanitaria di qualità. Come sindacato restiamo rispettosamente in attesa degli esiti degli accertamenti, sottolineando, contestualmente, la necessità di potenziare minuziosamente tutti i servizi a contatto con il pubblico. Consideriamo fondamentale che le aziende sanitarie ottemperino alle prescrizioni dettate dalle norme vigenti per tutelare la salute di lavoratori e  cittadini e salvaguardare le strutture sanitarie. Abbiamo massima fiducia nell’operato della Magistratura, massima fiducia nell’azione degli organi di controllo competenti, ma siamo preoccupati perché in alcuni ospedali ci sono ancora operatori sanitari che lavorano in condizioni di assenza di sicurezza, soli, senza vigilantes e senza videosorveglianza".

"Oggi, con un nuovo assessore regionale, a maggior ragione, ribadiamo che serve una rinnovata attenzione verso la tutela dei lavoratori, degli ospedali e dei cittadini bisognosi di cure. In questa direzione è centrale un urgente aggiornamento dei presidi sanitari più a rischio, e che con il disegno legge presentato il legislatore intervenga con posto di polizia fisso nei pronto soccorso di I livello assegnando aree protette per le guardie mediche. Le aggressioni derivano dal malcostume ma anche è il segno di quanto si sia rotto il rapporto di fiducia fra servizi sanitari e cittadini, anche a causa di molteplici criticità nell’assistenza, dalla carenza di personale e dalla incapacità organizzativa delle strutture ospedaliere, vedi le liste attesa. Servono assunzioni, la Sicilia è carente di tutte le 22 professioni sanitarie riconosciute dal Ministero della Salute. I lavoratori e noi che li rappresentiamo lotteremo fino in fondo. La politica e i suoi rappresentanti se vogliono si uniscano a noi per una battaglia che affermi il diritto al lavoro e alla sicurezza e chiamiamo l’Assessore Razzi alla stesura di una piattaforma comune per riportare sicurezza negli ospedali siciliani e serenità agli operatori".

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