G8, arrestato in Spagna il latitante “Gimmy Molotov”

Il vero nome dell'anarchico catanese è Francesco Puglisi. L'uomo dopo la sentenza di condanna per devastazione e saccheggio in relazione ai fatti avvenuti a Genova nel 2001 era fuggito

E’ stato arrestato a Barcellona in Spagna, dopo un anno di latitanza, Francesco Puglisi detto Gimmy Molotov. L’uomo di 39 anni era stato condannato a 14 anni di reclusione nel 2012 per devastazione e saccheggio in relazione ai fatti avvenuti durante il G8 di Genova del 2001.

L’arresto giunge a conclusione di una prolungata attività investigativa, coordinata dalla procura generale presso la Corte d’Appello di Genova e condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos di Catania, in collaborazione con l’ omologo ufficio francese e con quello spagnolo che ha eseguito l’arresto. 

Francesco Puglisi, già noto per essere stato elemento di spicco dell’area anarchica catanese, annovera numerosi pregiudizi penali per reati connessi all’ordine pubblico, oltre che per furto, rapina, falso e spaccio di sostanze stupefacenti.

Puglisi era già stato arrestato nel 2000 dalla Digos di Catania e condannato ad un anno di reclusione quando, a seguito del ritrovamento presso il tribunale di sorveglianza di Catania di una tanica di benzina, nella sua abitazione vennero rinvenuti quattro detonatori, 30 candelotti di dinamite e 60 metri di miccia nonché una fitta documentazione dell’area del tribunale.

Nel corso  delle indagini avviate in relazione ai gravi episodi avvenuti durante il G8 , il Puglisi venne individuato dalla Digos di Catania attraverso la visione del copioso materiale fotografico raccolto e diffuso dagli inquirenti liguri e nel dicembre 2002 fu arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme ad altri 22 manifestanti, con l’accusa di devastazione saccheggio, porto e detenzione di materiale esplodente e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Foto e filmati lo ritraggono mentre prende parte a vari assalti e lancia molotov contro esercizi commerciali e banche. E’ proprio la particolare violenza delle azioni svolte in questa occasione che gli fa guadagnare nell’ambiente l’appellativo di Jimmi Molotov : i danni da lui arrecati, unitamente ai correi, sono stati quantificati in circa due milioni di lire.

L’attività svolta si è avvalsa degli strumenti tecnici tradizionali e della più avanzata tecnologia informatica grazie ai quali si è potuto controllare e localizzare i movimenti, soprattutto prelievi  bancari e pagamenti telematici della compagna del Puglisi.

Grazie alla individuazione di una utenza mobile francese e del corrispondente numero IMEI del cellulare utilizzato i militari sono riusciti a localizzarli a Parigi dove si facevano "proteggere" da una rete di copertura e avevano contatti con protagonisti dei movimenti eversivi degli anni di piombo ma, prima della cattura, si sono spostati nel territorio spagnolo.

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