Garibaldi, protesta degli operatori Manutencoop: futuro incerto

Sarà una nuova ditta, la Cofely Italia, ad occuparsi della manutenzione all'interno dei plessi ospedalieri del Garibaldi. Santo Gangemi, segretario provinciale della Ugl (Federazione igiene ambientale): "Preoccupano voci di corridoio che parlerebbero di una mancata assunzione dei lavoratori"

Manifestano per avere rassicurazioni sul proprio futuro lavorativo. Si tratta degli operatori Manutencoop che hanno dato vita ad un sit-in di protesta all'ingresso del vecchio ospedale Garibaldi, nei pressi di piazza Santa Maria di Gesù. Giorno 1 Febbraio avverrà infatti ufficialmente un cambio di appalto, raggiunta la scadenza contrattuale per la Manutencoop, e sarà una nuova ditta, la Cofely Italia, ad occuparsi della manutenzione all'interno dei plessi ospedalieri del Garibaldi, sia in piazza Santa Maria di Gesù, che a Nesima.

Resta però incerto il futuro dei lavoratori che fino ad oggi hanno continuato a svolgere lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, dagli impianti di riscaldamento, a quelli idraulici ed elettrici, all'interno dell'azienda ospedaliera.
Santo Gangemi, segretario provinciale della Ugl (Federazione igiene ambientale) Catania, illustra il motivo della mobilitazione sindacale: "Siamo preoccupati perchè è venuta a mancare la consueta concertazione sindacale che precede un cambio di appalto tra ditte. Nel caso specifico dopo il 31 gennaio sarà la Cofely Italia a subentrare alla Manutencoop, ma la cosa che maggiormente preoccupa sono le voci di corridoio che parlerebbero di una mancata assunzione dei lavoratori una volta avvenuto il passaggio di testimone"

"Dopo vari tentativi per ottenere un incontro, già dal Novembre scorso, finalmente abbiamo ricevuto una convocazione ufficiale da parte della ditta subentrante. Quello che auspichiamo è ovviamente la salvaguardia dei livelli occupazionali" 

Tra gli operatori parla Casella Simone, che esterna rabbia da un lato e preoccupazione dall'altro: "I livelli occupazionali devono essere garantiti, non si può giocare con il futuro delle nostre famiglie. Chiediamo quindi la continuità lavorativa. Un diritto purtroppo non garantito dalle stesse leggi in questo caso specifico. Noi operatori apparteniamo infatti a una categoria contrattuale multiservizi, mentre la ditta subentrate si difende dicendo di essere una ditta metalmeccanica, con contratti diversi e senza obbligo di assunzione".

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"In realtà - conclude Casella - le mansioni svolte all'interno sarebbe ancora identiche, non cambierebbe quindi assolutamente nulla"
 

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