Garibaldi, provette ematiche inviate con la posta pneumatica

Il meccanismo, che viene dal passato, consente di inviare oggetti da un punto all'altro in tempi brevissimi con limitato spreco di energia. Ed è stato riadattato alle esigenze del presidio sanitario

Arriva dal passato il nuovo sistema di trasferimento delle provette ematiche del Garibaldi-Centro, ma sta già facendo sentire i suoi effetti: si chiama "Posta pneumatica" ed è stato inventato in Egitto addirittura nel I secolo avanti Cristo da Erone di Alessandria; un meccanismo attraverso il quale era possibile inviare oggetti da un luogo ad un altro in tempi brevissimi e con limitati sprechi di energia.

Da qualche giorno, infatti, nell'ospedale di piazza Santa Maria di Gesù l'antico metodo è stato riadattato alle moderne esigenze di trasferimento del materiale ematico dal Dipartimento di Emergenza verso il laboratorio analisi, riducendo sensibilmente le distanze e abbattendo le annose problematiche di refertazione. Peraltro, vantaggi scaturiscono anche per la qualità dell'assistenza stessa, in quanto il personale che in precedenza era impiegato a fare da corriere, oggi può dedicarsi esclusivamente ad un ruolo molto più vicino alle esigenze dei pazienti.

"Non è una rivoluzione - ha detto Giorgio Santonocito, Commissario dell'Arnas Garibaldi - ma della dimostrazione che, a volte, si possono ottenere grandi risultati con creatività e piccoli investimenti". Vantaggioso anche sotto il profilo del costo, la posta pneumatica permette di inviare oggetti attraverso tubi d'aria pressurizzata.

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L'infermiere ripone la provetta all'interno di una piccola camera che, una volta piena, viene sigillata. Attraverso una specifica tastiera, poi, il tutto viene inviato al destinatario che sarà avvisato del "pacco" in arrivo in pochi secondi da un segnale acustico e da un lampeggiante. "Si può dire - continua il manager - che la fase di sperimentazione sta andando davvero a profitto, tanto che stiamo pensando di estendere l'idea anche in altri reparti".

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