Gasolio di contrabbando: 12 arrestati e 270 mila litri di prodotto sequestrati

Le indagini della guardia di finanza hanno ricostruito un "giro di affari" annuo di quasi un milione di litri di gasolio con profitti in nero di svariate centinaia di migliaia di euro e imposte evase superiori al milione di euro

Un "giro di affari" annuo di quasi un milione di litri di gasolio, guadagni in nero di centinaia di migliaia di euro ed evasione fiscale per oltre un milione di euro. Sono questi i numeri emersi dalle indagini dei finanzieri di Catania nell'ambito dell'operazione Matrioska che ha portato a 12 arresti domiciliari e 7 provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse sono di associazione a delinquere a carattere trasnazionale finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi (gasolio per autotrazione), immessi nel mercato nazionale in evasione d’imposta.

Il giudice,ha disposto anche il sequestro preventivo di somme di denaro nella disponibilità degli indagati, per un totale di circa 4, 5 milioni di euro. Il gasolio di contrabbando proveniva da raffinerie dislocate in Germania, Polonia e Austria ed era trasportato da autoarticolati di proprietà di società rumene e bulgare. I soggetti arrestati, per evitare i controlli su strada, utilizzavano documenti falsi che attestavano  il trasporto di un prodotto diverso da quello realmente caricato (olio lubrificante anziché gasolio per autotrazione) e indicavano  come località di destinazione finale del prodotto alcuni paesi esteri quali Grecia, Malta e Cipro anziché Catania.

Il carburante veniva portato in diverse aree di sosta attrezzate come vere e proprie stazioni di servizio completamente abusive, senza alcuna precauzione antincendio e rispetto delle norme di sicurezza, con rischi elevatissimi per l’incolumità di coloro che si trovavano a maneggiare il prodotto. In più, è stato accertato che anche il trasporto dei prodotti petroliferi avveniva in presenza di gravissimi pericoli a causa dell’uso di automezzi assolutamente non idonei allo spostamento di merce infiammabile.  Le organizzazioni criminali, per nascondere i prodotti trasportati, anziché utilizzare autocisterne, caricavano decine di contenitori plastici da 1.000 litri - le cosiddette “bonze” – su normali autoarticolati “telonati”,  ovvero delle vere “bombe” viaggianti.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

L’indagine del nucleo di polizia tributaria di Catania  ha individuati tre sodalizi criminali tra loro collegati che si occupavano di tutte le fasi della filiera: dall’approviggionamento, allo stoccaggio e alla ditribuzione del gasolio ceduto nella provincia etnea ad autotrasportatori e privati a prezzi nettamente inferiori a quelli ufficiali (in media 30/40 centesimi di euro al litro in meno). In particolare una prima associazione era capeggiata da Carmelo Pavone,67 anni,  già noto alle cronache perchè condannato per estorsione e per la sua partecipazione al clan mafioso dei “Laudani”, e da Mario Mauro , 68enne.  I due erano i gestori di fatto di un autolavaggio e di aree di parcheggio, siti rispettivamente in Aci Sant’Antonio e Acireale, adibite allo stoccaggio e al commercio del gasolio nel territorio catanese. Nello stesso contesto associativo erano presenti anche i figli di Carmelo Pavone, Cosimo, 25 anni e Camillo, 44enne  nonché Denis Susto,  39enne e Antonino Mario Chiantello, 49 anni,  Rosario Torrisi,32enne  e Carmelo Scuderi, 63 anni.

Un secondo gruppo aveva tra i partecipanti l’autotrasportatore Fabrizio Colapicchioni, 41 anni  e gli amministratori di una società di autorasporti con sede a Roma, i fratelli Alessandro e Stefano Marchetti. Questo gruppo criminale rappresentava per il territorio etneo e per quello campano una rilevante fonte illecita di approvigionamento di prodotti petroliferi. Questa associazione, anche per mezzo di società estere, era operativa in diversi paesi europei (tra i quali Gran Bretagna, Germania, Austria, Polonia, Malta, Grecia e Cipro) e risulta già sottoposta a giudizio immediato in un altro procedimento penale alla sede di Roma per le stesse vicende delittuose. Una terza organizzazione era promossa da Santo Santonocito,  53 anni, titolare di una ditta di autotrasporti, che rappresentava per il gruppo catanese una secondaria fonte illegale di rifornimento: il gasolio da lui contrabbandato proveniva da depositi commerciali di gasolio per agricoltura ubicati nel siracusano e nel catanese.

I tre gruppi criminali hanno continuato a delinquere nonostante nel corso delle indagini la guardia di finanza di Catania avesse intercettato numerosi trasporti di contrabbando,  arrestando 11 persone e sequestrando complessivamente circa 270.000 litri di prodotto. 

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Gli elevati volumi di prodotto contrabbandato  hanno danneggiato fortemente i commerci etnei del settore a causa della concorrenza sleale sul mercato.

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