Droga e truffe, 52 le persone coivolte nell'organizzazione

Stroncato il giro di droga delle discoteche di Taormina e "Giardini". Un giro a dir poco incredibile iniziato da un giovane di Licata, che ha portato gli inquirenti ad approfondire, scoprendo anche una grossa truffa alle Finanziarie

E' forse uno dei più grossi giri di spaccio di droga sgominati negli ultimi anni quello scoperto e smantellato questa notte dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, con i magistrati della Procura della Repubblica di Agrigento e della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

Cinquantadue gli indagati nell'ambito dell'operazione "Carte false" illustrata stamani nei locali della Procura agrigentina dal procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, l'aggiunto Ignazio Fonzo, il sostituto Luca Sciarretta e il procuratore aggiunto della Dda di Catania, Marisa Scavo, e il sostituto Lucio Setola.

L'indagine, partita da Licata nel 2009, non mirava di certo ad un così grosso risultato. Era, più che altro, la prosecuzione di un'altra indagine: la "Ballarò". Da quell'operazione i militari dell'Arma non hanno mai smesso di osservare il licatese Gaspare Trigona, 28 anni. Per gli investigatori, lui sarebbe il numero uno dell'organizzazione: avrebbe gestito il grosso giro di hashish, marijuana, cocaina, anfetamine ed ecstasy. A Licata, nei comuni limitrofi, ma non solo. Con il "benestare" della cosca mafiosa dei Laudani, l'organizzazione gestiva lo spaccio in tutta la zona Ionica: discoteche, pub, locali tra Taormina e Giardini Naxos.

Un giro a dir poco incredibile, che ha portato gli inquirenti ad approfondire sempre più la vita degli indagati, scoprendo anche una grossa truffa alle Finanziarie, da cui prende il nome l'operazione "Carte false".

Prendevano nomi a caso dall'elenco telefonico; sotto quel nome realizzavano delle false buste paga e dei falsi documenti e si presentavano poi alle Finanziarie, chiedendo prestiti per acquistare cellulari, televisori ed elettrodomestici. A volte li utilizzavano per fare dei regali alle mogli o ai parenti. In altri casi, invece, li usavano per pagare la droga.

 

Foto: Operazione "Carte False", gli arrestati

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Foto: Operazione "Carta False", ecco come nascondevano la droga
 

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