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Nella foto la gavetta di Carmelo La Rosa

Nella foto la gavetta di Carmelo La Rosa

La gavetta di un soldato catanese emerge in un campo di concentramento: si cercano i familiari

Gli autori della scoperta vorrebbero poter consegnare la gavetta che hanno tra le mani, con incise le sue generalità, alla famiglia. Si sono quindi rivolti a CataniaToday per rintracciarla a distanza di 77 anni

Nel fango di un campo di prigionia tedesco situato vicino alla città di Meppen, in Germania, due ricercatori di cimeli storici olandesi, armati di metal detector, hanno ritrovato la gavetta di un soldato catanese, morto nel 1944 per malattia durante la sua detenzione nel secondo conflitto mondiale. Il suo nome è Carmelo La Rosa. Era nato l'11 maggio 1922 nel capoluogo etneo e, durante l'ultimo conflitto mondiale, ha prestato servizio nel 31° reggimento fanteria, per poi essere catturato nel 1943 sull'Isola d'Elba. Adesso, gli autori della scoperta vorrebbero poter consegnare la gavetta che hanno tra le mani, con incise le sue generalità, alla famiglia. Si sono quindi rivolti a CataniaToday per rintracciarla a distanza di 77 anni.

Incidere le lettere del proprio nome su questi attrezzi di uso quotidiano, che erano praticamente gli unici effetti personali ammessi nel campo di prigionia, era una prassi comune in quel periodo buio. La Rosa, malato e probabilmente consapevole del proprio destino, ha così lasciato una traccia della propria presenza nello stalag VI-C, costruito nel 1933 sei chilometri ad ovest del villaggio Oberlangen, nel nord-ovest della Germania. In questo campo di concentramento persero la vita molti suoi commilitoni italiani, insieme a migliaia di soldati dell'armata russa, dell'esercito belga e jugoslavo. Gli internati erano costretti a patire il freddo, la fame ed i lavori forzati. Una situazione che durò fino all'arrivo dell'armata Canadese, nell'aprile del 1945. Carmelo La Rosa morì un anno prima, nel '44, ed è sepolto nel cimitero militare italiano d'Onore ad Amburgo. Chiunque abbia un legame di parentela con lui può contattare la nostra redazione. La notizia del ritrovamento è stata data dal gruppo di ricerca storica "Ww2 Tuscany Hunters" con base in Toscana, vicino Firenze.

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