Truffe e furti ai danni di ristoranti e gioiellerie tra Giarre ed Acireale

Si presentavano in gioiellerie o attività di ristorazione come coniugi e con la scusa della carta bancomat non funzionante inducevano i titolari ad accettare il pagamento con assegno: le due donne fungevano da "ammaliatrici" mentre gli uomini, con numerosi precedenti penali, avevano il ruolo di "scout"

I carabinieri della Compagnia di Giarre coadiuvati dai colleghi della Stazione di Aci Castello e della Compagnia di Martina Franca a conclusione di una mirata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania, hanno eseguito 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo dei delitti di associazione a delinquere, furto, truffa, falso e ricettazione.

L’attività investigativa, durata circa due mesi, ha permesso di far luce su una serie di truffe e furti ai danni di vari esercizi commerciali tra Giarre ed Acireale. in particolare il 30 gennaio 2014 in un noto ristorante di Sant’Alfio, alle pendici dell’Etna, le finte "coppie", dopo aver consumato un ricco pranzo hanno pagato con un assegno facente parte di un carnet oggetto di furto l’estate scorsa ad Aci Castello, ovviamente intestandolo falsamente ad una fantomatica “De Maria Rosa”, inoltre i quattro approfittando della distrazione del personale di sala si sono impossessati di pregiate bottiglie di vino. 

Non contenti della truffa e del furto appena compiuti, la notte del 2 febbraio sono ritornati al ristorante e dopo l’effrazione di una finestra hanno rubato un televisore 50 pollici.

I militari di Sant’Alfio, hanno visionato le immagini del sistema di videosorveglianza del ristorante, e nel giro di pochi giorni, grazie ai classici metodi investigativi di osservazione, controllo e pedinamento, sono riusciti a identificare i 5 malfattori. Il 4 febbraio, si è così proceduto alla perquisizione domiciliare presso le abitazioni dei soggetti in questione recuperando parte della refurtiva, tra cui il televisore, ma ancor più importante il carnet di assegni, dal quale, ormai, mancavano quasi tutti i titoli ovviamente “staccati” per compiere altre truffe e raggiri.

Infatti dall’analisi delle intestazioni del carnet il comandante di Stazione di Sant’Alfio ed i suoi militari, hanno notato che i truffatori avevano acquistato da due gioiellerie di Aci Sant’Antonio, mediante gli assegni rubati, monili per un valore di oltre 2000 euro, per poi rivenderli ad un compro oro di Catania. Gli esercenti, così truffati, quando i carabinieri hanno portato in visione le effigi fotografiche dei malfattori per il riconoscimento, non hanno fatto altro che confermare quanto fin lì ipotizzato dagli investigatori: il “modus operandi” era sempre lo stesso.

Viscuso, Leonardi, Beninato e Licciardello di presentavano in gioiellerie o attività di ristorazione come coniugi e con la scusa della carta bancomat non funzionante inducevano i titolari ad accettare il pagamento con assegno, nella maggior parte dei casi le due donne fungevano da “ammaliatrici” mentre gli uomini, con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, avevano il ruolo di “scout” ed individuavano di volta in volta le vittime di furti e raggiri.

Come concordato dall’Autorità Giudiziaria, che ha pienamente sposato la tesi investigativa,  si tratta certamente di una associazione criminale rudimentale. Le indagini proseguono ed in considerazione di ciò chiunque riconosca i predetti quali autori di reato o abbia notizie utili è inviato a contattare la Stazione Carabinieri di Sant’Alfio.

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