Giarre, donna morta in ospedale. Sindacato Infermieri: "L'Asp 3 di Catania è alla deriva"

“A Giarre – commenta Calogero Coniglio, segretario regionale del coordinamento Fsi-Cni Sicilia - la recente scelta di chiudere il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Sant’Isidoro, ha provocato il primo grande problema"

La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta per fare luce sulla morte della donna pensionata di 68 anni, deceduta nella notte tra il 2 e il 3 maggio scorsi nel reparto di geriatria dell'ospedale di Giarre. Dopo il decesso, un suo familiare ha aggredito un medico colpendolo alla testa. Il professionista ha riportato una escoriazione ed è stato medicato nell'ospedale di Acireale.

Ritornano così due delle problematiche da sempre portate avanti dal Sindacato Fsi-Cni, come sottolineano nella nota. “A Giarre – commenta Calogero Coniglio, segretario regionale del coordinamento Fsi-Cni Sicilia - la recente scelta di chiudere il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Sant’Isidoro, ha provocato il primo grande problema. Non è accettabile che un reperibile Medico di reparto debba arrivare da Catania con tutti i ritardi connessi e collegati alle varie emergenze di reparto. Si tratta di mancanze di un sistema, quello sanitario dell’ASP 3 che non ha rispettato la legge 502/92 riguardo le proprie scelte collegate alla partecipazione del territorio sulla chiusura del locare Pronto Soccorso. Queste, purtroppo, sono le gravi conseguenze che non possono ricadere sul personale sanitario che subisce ogni giorno aggressioni gratuite per problemi di malasanità non certo sempre a loro imputabili”.

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