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Giarre, il femminicidio di fine anno è una storia già scritta: "Era perseguitata da anni"

Quella di Sara, che è stata freddata ieri dai colpi di pistola dell'ex marito, è la fine tragica di una storia fatta di anni di persecuzioni e vessazioni. Lo sa bene chi l'ha conosciuta ed oggi, purtroppo, la piange

Minacce di morte, denunce ai carabinieri, pedinamenti fin sotto casa. Proprio lì, in corso delle Province a Giarre, dove ieri mattina Sara è stata coperta con un telo giallo dai carabinieri, per non esser vista dai vicini, ormai morta. Uccisa dai colpi della pistola di quell'uomo, il suo ex marito, che dal 2014 - anno della loro separazione - non ha mai smesso di tormentarla. E che poi, forse per porre fine a quella sofferenza o forse accidentalmente, è rimasto anch'egli ferito. Per morire poche ore dopo, sotto i ferri dei medici dell'ospedale Cannizzaro che provavano a salvarlo.

"Da quando si è separata nel 2014, in attesa di divorzio, l'ex coniuge la perseguitata con telefonate di minacce, l'aspettava davanti la sua nuova casa minacciandola di ucciderla, lei aveva più volte denunciato, querelato, ma per quello che so io - spiega una persona che ha conosciuto Sara - è stato tutto archiviato". Un ricordo che si unisce a quello di altre persone che, nella giornata di ieri, hanno commentato la tragedia denunciando gli abusi che la donna avrebbe subito da parte di quello che, a prescindere dalla fine dei loro rapporti, è stato il padre dei due figli che, oggi, sono rimasti orfani di entrambi i genitori.

Sui fatti indagano oggi i carabinieri di Giarre, anche se sul movente sembrano esserci pochissimi dubbi. L'unica ombra, anche se poco utile ormai dato l'esito degli avvenimenti, rimane l'innesco della violenza, il motivo che ha spinto l'uomo a passare dalle minacce ai fatti. Secondo alcuni potrebbe essere l'inizio di una nuova relazione da parte della donna, resa pubblica tramite Facebook il 16 dicembre scorso, anche se ancora gli inquirenti sono cauti. I fatti, questo è certo, hanno sconvolto la comunità di Giarre.

"Non le hanno creduto, non ci hanno creduto - ha scritto ieri Patrizia Pellegrino, avvocato che ha seguito Sara Pellegrino durante le diverse vicende giudiziarie contro l'ex marito - Sara era separata dal 2014 e pende giudizio di divorzio. Ho seguito la separazione durante la quale già il.. (omette il nome dell'uomo) aveva manifestato atteggiamenti persecutori e minacciosi. Le querele di cui ho contezza sono 4 ed un processo forse era in corso. Ma non ho altri dettagli perché della vicenda penale non mi sono occupata".

"Aveva paura - continua la legale sul Facebook - Lo trovava in macchina sotto casa, una volta dentro casa, la seguiva ed era convinto che avesse amanti. Nell'ultimo anno del suo divorzio, di cui si attende udienza di Precisazione delle conclusioni, non mi sono occupata per motivi che non intendo divulgare. Sara era anche una donna forte: ha cresciuto una figlia bellissima e due maschi, non si è mai risparmiata per assicurare ai figli una vita decente, amava il mare, sorrideva spesso Sara".

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