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Gioielli di dubbia provenienza venduti in un “compro oro” di Nesima

Il titolare è stato denunciato per ricettazione e sanzionato amministrativamente per il mancato aggiornamento dell’attività effettivamente esercitata, ovvero quella di gioielleria

Ieri mattina, personale del commissariato di Nesima ha controllato un’attività di “compro oro”. Già all’inizio dell’accertamento, i poliziotti hanno subito notato un’incongruenza: infatti, sebbene l’insegna esposta all’esterno del negozio indicasse l’attività di “compro oro”, in vetrina erano esposti alcuni orologi e altri preziosi, per la cui commercializzazione l’uomo avrebbe dovuto essere titolare di una licenza per “attività di gioielleria”.

All’atto della verifica, il titolare – che, secondo quanto da lui stesso affermato, aveva agito in qualità di “compro oro” – ha ammesso di non aver mai registrato gli orologi esposti in vetrina, mostrandosi reticente sull’origine dei preziosi. Dopo aver inizialmente affermato di aver ricevuto in eredità molti dei monili messi in vendita, e dopo che i poliziotti avevano esaminato approfonditamente i documenti e le autorizzazioni prescritte dalla legge in suo possesso, il titolare, messo alle strette, ha finito per ammettere di aver acquistato merce preziosa da persone non identificate e, quindi, di non saperne indicare l’origine, né di poterne escluderne con sicurezza la provenienza illecita.

L’uomo è stato, quindi, denunciato per ricettazione e sanzionato amministrativamente per il mancato aggiornamento dell’attività effettivamente esercitata, ovvero quella di gioielleria.

La questura precisa che l’art. 128 Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza. e l’art. 247 del relativo Regolamento di esecuzione prescrivono che commercianti ed esercenti attivi in tale ambito, non possono compiere operazioni su cose usate se non con le persone provviste della carta d’identità o di altro documento munito di fotografia proveniente dall’amministrazione dello Stato. Essi, inoltre, devono tenere un registro delle operazioni che compiono giornalmente, in cui sono annotate le generalità di coloro con i quali le operazioni stesse sono compiute, una trascrizione che deve sempre avvenire con tempestività e senza alcuna omissione.

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