Assostampa punta il dito contro i licenziamenti nell'editoria: "persi decine di posti di lavoro"

L'Assostampa di Catania punta il dito contro la crisi dell'editoria etnea che ha portato alla chiusura di testate storiche dell'emittenza privata e alla perdita di decine di posti di lavoro

L'Assostampa di Catania, approvando la relazione del segretario provinciale Daniele Lo Porto, punta il dito contro la crisi dell'editoria, soprattutto del settore televisivo, che ha portato alla chiusura di testate storiche dell'emittenza privata e alla perdita di decine di posti di lavoro. Di seguito il documento approvato dall'assemblea dei giornalisti:

"Ai colleghi oggi fuori dal circuito produttivo va l'incondizionata solidarietà del sindacato che continuerà a battersi in ogni sede per garantire i loro diritti. La decisione del più importante gruppo editoriale siciliano di cancellare la produzione dei telegiornali, azzerando la redazione di Antenna Sicilia e condannando alla disoccupazione giornalisti e tecnici con motivazioni di natura economica, ha creato un vuoto pericoloso nel panorama dell'informazione locale e regionale. Questo testimonia il chiaro fallimento di una miope e mediocre politica imprenditoriale che, dopo avere imposto il monopolio televisivo con l’acquisizione della quasi totalità delle emittenti cittadine, e pur servendosi per anni di importanti e cospicui finanziamenti pubblici, è stata incapace di mantenere un livello di occupazione e di produzione adeguate e adesso, dopo avere dissipato ingenti capitali ed essere stata costretta a svendere Telejonica e Telesiciliacolor, sta disperdendo con arroganza professionalità e posti di lavoro. Ciò che più preoccupa è il tentativo ormai evidente di abbassare il costo del lavoro anche nelle altre redazioni del gruppo (come sta accadendo a Telecolor), svilendo la qualità del prodotto giornalistico, affidandosi all'improvvisazione, con lo scopo di sostituirlo con collaborazioni di basso profilo economico e sottoponendolo ad una gestione non professionalmente giornalistica".

"Il disimpegno solo apparente dalla gestione della più importante emittente televisiva del Sud Italia da parte del gruppo editoriale Ciancio si è rivelato una scusa per giustificare licenziamenti che le organizzazioni sindacali hanno impugnato ritenendoli illegittimi perché basati su motivazioni pretestuose, denunciando infine l'azienda per comportamento antisindacale. Resta sullo sfondo l’opaca commistione tra società e aziende diverse, con identiche responsabilità di gestione e amministrative, sulle quali è sempre più forte l'esigenza di fare chiarezza sotto ogni punto di vista. L'impiego di giornalisti della stessa azienda ma su reti diverse pone il problema del rispetto dei contratti e della struttura di controllo dell'informazione che non può essere gestita fuori dall'ordinamento della professione giornalistica e dagli obblighi della legge istitutiva dell'Ordine".

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"Proprio su quest'ultimo punto si impegna l'Ordine dei giornalisti (al cui operato il sindacato ha sempre dato il massimo sostegno) a svolgere fino in fondo il proprio ruolo di garanzia a tutela dei giornalisti e dei cittadini ai quali va fornita un'informazione seria e di qualità, affidati a professionisti che operino nel pieno rispetto dei contratti di lavoro, delle garanzie contributive e della deontologia professionale. Sugli altri aspetti di una vicenda non ancora conclusa, con i lavoratori che attendono dopo mesi il pagamento completo delle spettanze maturate, si attendono gli esiti degli accertamenti ispettivi dell'ispettorato del lavoro e dell'istituto previdenziale dei Gravi preoccupazioni vengono espresse anche sull’indotto legato alle aziende del gruppo Ciancio che – dopo lo stato di crisi del quotidiano con la dichiarazione di 14 esuberi strutturali - ha già portato alla crisi di una delle aziende collegate. Così come il sindacato affida al Cdr de La Sicilia il mandato di tutelare, assistere e sostenere le centinaia di collaboratori ai quali l’azienda ha ridotto unilateralmente i compensi di oltre il 20 per cento e che comunque non ricevono pagamenti da quasi un anno. Resta aperto in termini di possibile occupazione il fronte degli uffici stampa. Su questo l’assemblea impegna la segreteria provinciale a monitorare costantemente la situazione, intervenendo – così come ha già fatto - su bandi pubblicati da enti locali e società partecipate secondo criteri che non corrispondono alle leggi in materia".

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