Giro d'Italia, la tappa catanese dedicata a Candido Cannavò

Il Sindaco ha dedicato la quarta tappa al giornalista catanese Candido Cannavò. Grande festa in città per la partenza da piazza Duomo alla volta di Caltagirone

Centoventi ciclisti e 22 squadra in gara oggi sono partiti da piazza Duomo intorno alle 12 e hanno dato il via alla quarta tappa del Giro d'Italia alla volta di Caltagirone, dove l'arrivo è previsto intorno alle 17/17.30. La città si è tinta di rosa e ha accolto la carovana in un'atmosfera di grande festa. Il variopinto serperte di bici ha attraversato tra gli applausi la salita di via Etna, bianca di pietra siracusana e nera di lava.

L'entusiasmo dei catanesi alla partenza - Video

La dedica a Candido Cannavò

Un grande applauso ha salutato le parole di Enzo Bianco quando, dal palco del Teatro Antico, salutando gli atleti insieme al deputato regionale Anthony Barbagallo, ha detto di voler dedicare questa prima tappa Italiana del Giro d'Italia numero 101, alla memoria dello storico direttore della Gazzetta dello sport, il catanese Candido Cannavò. "Ricordate - aveva chiesto poco prima chiacchierando con il patron del Giro, Mauro Vegni - quei magnifici articoli di Candido che descriveva 'La storia scritta sulle strade d' Italia', quella della manifestazione ciclistica da cent'anni amatissima dagli italiani". "Una magnifica giornata, da dedicare allo storico direttore della Gazzetta dello sport" avrebbe detto poco dopo, scatenando gli applausi dei catanesi nella cavea.

"Sono convinto anch'io, come Cannavò - ha detto Bianco parlando con i giornalisti - che il Giro sia un pezzo della storia d'Italia. A straordinari campioni come Fausto Coppi, Gino Bartali, che ispirò a Paolo Conte un'indimenticabile canzone, e a Vittorio Adorni, al quale ho avuto il piacere di stringere la mano qualche istante fa. C'è un pezzo della vita di tutti noi, della nostra gioventù in quel colore rosa della maglia, nella fatica delle salite e nelle entusiasmanti volate sulle due ruote. Momenti epici da ricordare per sempre". Prima del saluto agli atleti Bianco aveva premiato i bambini delle scuole vincitori del concorso sulla classica di ciclismo.

"Bravo Sindaco, è una bellissima festa dello sport!" hanno poi urlato i catanesi a Bianco mentre si spostava in piazza Duomo per dare il via, accanto al deputato regionale Anthony Barbagallo, alla gara. 

 

La gara nella provincia etnea

E' una tappa assai mossa sul piano altimetrico, con diverse salite e due Gran premi della montagna, con una serie interminabile di curve lungo il percorso e strade dal fondo usurato di larghezza variabile. Gli attraversamenti cittadini possono presentare le trappole del fondo in pavè. Due i traguardi volanti di giornata: al chilometro 112,3 di Palazzolo Acreide e al chilometro 133,7 di Monterosso Almo, centri che più volte hanno fatto parte alla fine del secolo scorso del percorso della Settimana ciclistica di Sicilia organizzata da Ciccio Ingrillì. Due i Gran premi della montagna, entrambi di 4/a Categoria: il primo in località Pietre calde, dopo 82,4 chilometri e a 779 metri d'altezza; il secondo dopo 150 chilometri, a Vizzini, a 595 metri. La corsa attraverserà altri centri come Misterbianco (Catania), Lentini (Siracusa), Ferla (Siracusa), Grammichele (Catania), fino all'arrivo a Caltagirone, considerata la capitale delle ceramiche. L'ultimo chilometro di corsa è da togliere il respiro, visto che il traguardo è posto al culmine di una salita con pendenze al 13 per cento e un rettilineo finale di 300 metri. Catania è stata sede di tappa nel 1930 (vittoria di Mara), 1949 (Fazio), 1976 (Sercu, semitappa), 1986 (l'olandese Van Poppel), 1989 (ancora Van Poppel), 1999 (Cipollini) e 2003 (Petacchi). Caltagirone, invece, è all'esordio nella gara a tappe di Rcs Sport.

La protesta - Video

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