Catania ricorda Giuseppe Fava, oggi presidio sotto la lapide e convegno al centro Zo

Ricorre oggi il 31° anniversario dell'omicidio del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, ucciso la sera del 5 gennaio 1984 davanti all'ingresso del teatro Stabile di Catania da un killer che esplose attraverso il finestrino della sua renault cinque proiettili calibro 7,65. Numerose le iniziative per ricordarlo

Ricorre oggi il 31° anniversario dell'omicidio del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, ucciso la sera del 5 gennaio 1984 davanti all'ingresso del teatro Stabile di Catania da un killer che esplose attraverso il finestrino della sua renault cinque proiettili calibro 7,65. Numerose le iniziative per ricordarlo. Alle 17.30 di questo pomeriggio si terrà, come ogni anno, un presidio sotto la lapide che lo ricorda, nella via omonima ed a seuire alle 18 il convegno al centro Zo "La Mafia comanda (ancora) a Catania?" con Lirio Abbate, Sebastiano Ardita, Rosy Bindi, Claudio Fava.

Giuseppe Fava era nato a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, il 15 settembre 1925. Laureatosi in giurisprudenza nel 1947, era diventato giornalista professionista nel 1952. Redattore e inviato speciale nei settori di attualita' e di cinema per riviste come "Tempo illustrato" e "La domenica del Corriere", corrispondente di "Tuttosport", collaboro' a "La Sicilia". Dal 1956 al 1980 era stato anche capocronista del quotidiano "Espresso sera". Drammaturgo, romanziere, autore di libri-inchiesta: nel 1975 ottenne grande successo il suo romanzo "Gente di rispetto"; nel 1977 pubblico' un altro romanzo "Prima che vi uccidano"; nel 1983 "L'ultima violenza", da molti considerato il suo capolavoro drammaturgico. Nel gennaio del 1983 esce il primo numero del mensile "I Siciliani" che Fava aveva fondato con un gruppo di giovani.

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Per l'uccisione di Giuseppe Fava la prima Corte d'Assise di Catania ha condannato il boss Nitto Santapaola e Aldo Ercolano, ritenendoli mandanti, e Marcello D'Agata, Francesco Giammuso e Vincenzo Santapaola, come organizzatori ed esecutori dell'omicidio. La Corte d'appello di Catania ha poi confermato le condanne all'ergastolo per Nitto Santapaola e Aldo Ercolano, mentre ha assolto D'Agata, Giammuso e Vincenzo Santapaola che in primo grado erano stati condannati all'ergastolo come esecutori dell'omicidio. Sentenza che e' stata confermata in cassazione nel mese di novembre del 2003.

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