Giustizia, il procuratore Ardita eletto al Csm: "Valori civili prevalgano su mafia"

Dopo giorni di silenzio, il pm utilizza la propria bacheca Facebook per commentare la notizia e dare un messaggio ai suoi concittadini: "Importante sostenere sempre coloro che rischiano in silenzio"

Il pm Sebastiano Ardita eletto al Consiglio Superiore della Magistratura
Il procuratore aggiunto del tribunale di Catania Sebastiano Ardita è stato eletto da pochi giorni al Consiglio Superiore della Magistratura durante le elezioni, svoltesi a Roma. Il magistrato, sempre attivo nel contrasto alla criminalità organizzata sia a Catania che a Messina, è stato nominato all'interno del gruppo che fa capo a Piercamillo Davigo, Autonomia e Indipendenza. Dopo giorni di silenzio, il pm utilizza la propria bacheca Facebook per commentare la notizia e dare un messaggio ai suoi concittadini.

"Da qualche giorno sono stato eletto componente togato del CSM - scrive Ardita - È inutile dire che si tratta di una responsabilità enorme, che mai avrei creduto di potere avere. Arrivo a questa esperienza certamente dal basso, facendo leva solo sulle mie forze e su un’incredibile concatenazione di eventi. L’amicizia con Piercamillo Davigo, la condivisione di un modo di intendere la giustizia, la decisione di dar vita ad un gruppo nuovo (non se ne formava uno da oltre trent’anni); e poi l’elezione al CSM: un traguardo da considerare impensabile fino a poco tempo fa. È solo merito dei miei colleghi, specialmente quelli di Messina e di Catania".

"L’altra faccia della medaglia - continua il procuratore - è che dovrò lasciare il mio posto di procuratore aggiunto. Ma dobbiamo fare ciò che può essere più utile ed importante in ogni fase. Non bisogna ricercare condizioni di stabilità nella vita professionale. Ed io di stabilità non ne cerco proprio. Così come non cerco sicurezze e non sfuggo alle sfide o ai pericoli. Oggi è molto importante essere presenti nel Consiglio Superiore affinché i magistrati abbiano più forza dal loro autogoverno. È importante sostenere quelli che rischiano; quelli che lavorano in silenzio senza prospettive e mantenendosi indipendenti da tutti ed anche dalle correnti; quanti vivono sommersi da carichi di lavoro ingestibili eppure devono dare risposte di giustizia ai cittadini".

"Tanti cittadini si aspettano un contributo affinché i valori civili prevalgano su logiche di mafia e corruzione - aggiunge in conclusione - Dobbiamo pensare soprattutto a loro e non deluderli mai. Dobbiamo esserci sempre nel ruolo che siamo chiamati a svolgere per realizzare ciò in cui crediamo: mai tirarci indietro e inseguire anche le cose che sembrano impossibili".

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