Cosa vedere a Catania, i luoghi più affascinanti della città in un itinerario d'autore

Alla scoperta degli spazi storici e architettonici più interessanti di Catania insieme all'architetto catanese Marco Alì per le vie della città nata ai piedi dell'Etna

Città del fuoco e dell'acqua, nera e aspra come la cenere del vulcano, eccessiva e affascinante come il suo barocco, contraddittoria e asimmetrica come la sua composizione urbanistica, ecco Catania in un itinerario d'autore tracciato dal giovane architetto catanese Marco Alì, che ci ha guidato tra storia, architettura e arte per le strade della città nata ai piedi dell'Etna.

Il Bastione degli infetti

Lungo l'antica cinta muraria voluta da Carlo V per proteggere la città dalle incursioni turche, c'è uno dei sette bastioni della città 'vecchia' creato per accogliere i lebbrosi ed evitare il contatto con il resto della città. "Il Bastione degli infetti è uno spazio magico dove il vuoto urbano si alterna alla storia - ci dice l'architetto Alì -. Intorno la città che successivamente e abusivamente ha preso il sopravvento con costruzioni che legano il presente e il passato di questo quartiere". Le mura proseguono lungo via Plebiscito fino a costeggiare il mare toccando la faccia turchese della città, raggiungengo l'attuale piazza Cutelli. 

La collina di Montevergini e il monastero dei Benedettini

Antica acropoli della città, capace di dominare sul centro storico consentendo la vista sull'Etna e sul mare, la collina di Montevergini accoglie dal 1558 l'ormai oggi ex monastero dei Benedettini. "Questa splendida collina testimonia l'interesse orografico della città - sottolinea Marco Alì - se osserviamo la città da questa angolazione vediamo quanto Catania sia dinamica, piena di movimento, con un territorio ricco e variegato dove la pietra lavica ha preso il sopravvento fino in centro città".

Il Teatro greco-romano e l'anfiteatro di piazza Stesicoro

Catania insieme a Siracusa nel II e nel III secolo è stata uno dei centri più importanti dell'impero romano. A testimoniarlo la presenza di due teatri come quello di piazza Stesicoro, del quale rimane visibile solo una piccola porzione e l'altro in via Vittorio Emanuele. "Ancora una volta il passato è dentro al presente ed emerge, anche se con difficoltà - afferma l'architetto Alì -. Della struttura di piazza Stesicoro vediamo solo una piccola parte e pensare di renderla totalmente visibile è un'utopia, ma un progetto che a livello urbanistico trasformi la piazza dando priorità al teatro sarebbe un'opera di grande coraggio".

Largo XVII Agosto

Lì dove i vicoli nascosti si intrecciano quasi di fronte al mare, chiuso dai palazzi e oggi molto spesso anche dalle auto troviamo largo XVII Agosto. Uno spazio nato da un tragico episodio storico, l'esplosione di una bomba, proprio il 17 agosto del 1943 , che creò un vero e proprio squarcio in uno dei quartieri più antichi della città. "Questa piazza mi ricorda Madrid - ci dice l'architetto Alì - in particolare il quartiere di Lavapies, dove le stradine si intrecciano e gli spazi urbani acquisiscono valore. Oltre lo smog e le macchine parcheggiate largo XVII Agosto è un angolo di città affascinante e unico per Catania".

Lo slargo di via Sant'Euplio

"Pietra lavica e alberi al posto di un parcheggio abusivo, un ottimo esempio di rivalutazione di un'area pubblica fruibile che fino a poco tempo praticamente non esisteva". Così Marco Alì commenta la neonata piazza in via Sant'Euplio, realizzata dal Comune di Catania insieme ad Unicredit. Una sinergia col privato che ha dato vita ad un slargo lì dove si trovavano solo alcuni stalli per le auto. "Basta poco, panchine geometriche, alberi e aree verdi ben posizionate, la cura nei dettagli della pavimentazione scelta e anche un angolo invisibile in centro città può diventare un buon esempio di rigenerazione urbana piacevole da osservare e godere" conclude l'architetto Marco Alì.

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